Pesca in mare al cefalo con canna fissa e bolognese al porto di Molfetta - Pescanet.it

15 Novembre 2010


Pesca al Cefalo alla Francese

10 Aprile 2009

cefaloallafrancese.jpg

 Impariamo a pescare il Cefalo

Da noi poco usata anche se permette di fare catture da record. Ovviamente questo ti po di pesca è molto mirata . Come zona sceglieremo una foce, oppure un luogo dove è certa la presenza dei Cefali. Le migliori zone sono,  comunque se presso una foce, quelle all’ombra soprattutto durante le ore più calde della giornata. Useremo una bombarda galleggiante, una perlina in gomma salvanodo, girella, cucchiaino rotante dal quale taglieremo l’ ancoretta, tremolina o coreano come esca .

Vediamo la nostra arma segreta nei dettagli. La bombarda dovrà essere dai 20 ai 30 grammi, le infileremo all’interno il nostro trave e alla base fermeremo il tutto con perlina e girella.. Successivamente legheremo altro filo alla girella( circa 40 cm) e applicheremo il nostro rotante. Per finire finalino di 25 cm circa in fluorocarbon legato al cucchiaino, con un amo del 10, innescato con una grossa tremolina. Il recupero lento ma non troppo. Per meglio goderci la pescata useremo una cannetta da spinning. Attenzione il Cefalo è un ottimo combattente, mi raccomando frizione al punto giusto e mai troppo serrata.


La pesca del cefalo con la canna fissa.

24 Febbraio 2009

Sognando l’estate, prepariamoci per questa pesca divertente ma sopratutto molto tecnica, fatta di particolari che fanno la differenza.

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Il nostro obbiettivo è il cefalo gargia d’oro , Mugil auratus, apprezzato per le sue carni ma sopratutto altamente sportivo e combattivo. Per insidiarlo dobbiamo innanzitutto partire dalla canna. Una canna fissa non più lunga di 5 metri al carbonio, leggera e maneggevole,capace di ferrare velocemente la nostra diffidente preda. Solo una ferrata rapida e decisa ci porterà diverse catture. Una canna troppo lunga o troppo filo in bando comprometterà la nostra pescata.

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Il posto di pesca sarà leggermente a monte di una foce, relativamente profonda, acque troppo basse a volte sono ricche di piccoli esemplari di cefalo che divorerebbero in pochi secondi l’ esca senza essere allamati. Corrente assente o quasi, per meglio avvertire le leggerissime tocche del nostro pesce. Le maggiori catture sono avvenute sempre nelle ore più calde della giornata, dopo mezzogiorno. L’ acqua dovrà essere limpida , marea in fase crescente. Sceglieremo posti con zone d’ombra, che saranno rifugio dei nostri pesci. Parliamo ovviamente di mesi caldi come Luglio, Agosto e Settembre.

Legheremo all’ apicale della nostra canna un monofilo dello 0,22 , come terminale del Fluorocarbon dallo 0,10 al 0,12 .

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Montatura a scalare con piombo morbido o torpilla , facendo si che vi sia più piombo verso la parte bassa ( microgirella facoltativa ). L’ obbiettivo è far scendere velocemente l’esca sul fondo evitando cosi che venga attaccata subito da piccoli pescetti a galla o mezz’ acqua.

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Il galleggiante dovrà essere a pera rovesciata da un grammo massimo 2 grammi, più sarà pesante e meno percepiremo le tocche.

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L’ amo dovrà avere una curvatura tonda tipo Gamakatsu 6315 dal numero 12 al 16 . Useremo della pastura di richiamo, della comunissima pastura al formaggio per cefalo aggiungendoci un pochino di aglio in polvere.

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L’ esca sarà il pane francese appositamente preparato il giorno prima ( si acquista in qualunque negozio di pesca) .

Il pane si prepara in questo modo:

Si tagliano gli apici della treccia , si immerge in acqua tiepida e latte al 50% fino a quando diventa morbido ( circa 45 minuti), successivamente si strizza avvolgendolo in canovacci asciutti, una volta strizzato per bene si sciolgono le trecce e avvolto in un altro canovaccio asciutto si lascia in frigo ( reparto frutta) per tutta la nottata.

Arrivando sul luogo di pesca facciamo attenzione a non fare troppi rumori sull’acqua.

Prepariamo innanzitutto la pastura .La bagniamo pochissimo solo inumidendola cosi che ogni pallina di pastura all’interno sia pressoché asciutta, in modo che si sfaldi sul fondo in piccolissime parti senza saziare i nostri amici. Prepariamo 2 o tre palle grosse come aranci che lanceremo all’inizio della pescata, le altre palle grandi come mandarini a intervalli regolari ( ogni 20 minuti circa )e nel esatto momento della cattura. Questo perché il cefalo in caso di cattura allarmerebbe di sicuro i suoi colleghi che stanno pappando la pastura , quindi per evitare il panico buttiamo subito la nostra pallina appena ne catturiamo uno . Sondiamo bene posizionandoci leggermente sopra il fondale dai 5 ai 10 cm . Inneschiamo il pane francese scartandone la parte marrone e avvolgendo i filamenti intorno al nostro amo a mò di fiocchetto di circa 1 cm di lunghezza . Cerchiamo soprattutto di tenere pochissimo filo in bando . In caso di tocche personalmente non ferro mai alla prima tocca, aspetto almeno la terza cercando il tempismo giusto quando il galleggiante inizia a scendere.

Invito tutti a non usare mai la mazzetta metodo barbaro e inadeguato ,così non scoprirete mai la soddisfazione si sfidare questo furbo avversario con un amo solo. La mazzetta non serve a niente è un metodo antiquato !!!!!!!

ICAB

Nicola


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