Pescare dagli scogli
27 Aprile 2009Pescare dagli scogli richiede piccole attenzioni e può essere davvero appagante. Utilizzeremo quindi una canna di misura adeguata, in funzione della distanza di pesca. In caso di mare calmo possiamo benissimo usare una canna bolognese di mt. 4 . Ma nel caso di mare mosso o agitato, la dimensione deve essere maggiore, tale da consentire al pescatore, di pescare a distanza elevata, evitando di fare il bagno o peggio di finire risucchiato in acqua. Una particolare attenzione adotteremo nella scelta delle calzature, che dovranno essere comode leggere e antiscivolo. Evitiamo di usare scarpette da ginnastica estive telate, poiché in caso di spruzzi, finiremo inevitabilmente per bagnarci i piedi e la sensazione anche in estate non è affatto gradevole. Utilizzeremo un mulinello caricato con un buon 0.22, sottile ma resistente, con una frizione ben tarata. Come montatura utilizzeremo quella indicata in foto.
Un galleggiante scorrevole tipo 3+1 o 4+1 fermato a monte da un piccolo gommino o chicco di riso, un solo pallino tale da bilanciare il galleggiante messo a circa 40 cm dall’amo, micro girella facoltativa. Finale in fluorocarbon dello 0,12 o 0,10 in funzione della dalla limpidezza dell’acqua, lungo circa 40 cm. Per la taratura del galleggiante utilizzeremo una piccola sondina, appena trovato il fondo, abbasseremo il galleggiante di circa 20 cm. Come effetto avremo un esca flottante, che in caso di mare calmo, grazie al peso dell’amo scende dolcemente. Con mare mosso l’esca sarà in continuo movimento. Amo del 12 affilato chimicamente.
Esca bigattino, due o tre bigattini appuntati di cui uno a coprire l’amo. Fondamentale è la pasturazione che verrà effettuata con una buona fionda. Lanceremo una discreta quantità di bigattini ,costantemente, mischiati a pellet. Personalmente preferisco mettere qualche ora prima alcune pellet nei bigattini, in modo da aromatizzare il tutto. La pesca sarà rivolta principalmente a Saraghi, Orate, Spigole e Occhiate.



Scritto da planetpesca.com