Montare un galleggiante fisso

20 Giugno 2009

Siamo all’ ABC ma come al solito piccole cose fanno grandi differenze. Vi mostriamo come si fissa un galleggiante alla lenza. Ci vogliono tre tubicini di circa 4 mm di lunghezza. Un trucco far fuoriuscire l’ultimo tubicino quello alla base per qualche millimetro. Impedendo alla lenza stessa di aggrovigliarsi al galleggiante. Un piccolo sistema antigroviglio.


Galleggiante direzionale per esche finte

28 Aprile 2009
bulletbobber

BulletBobber

Dagli USA un galleggiante bicolore che cambia direzione. Sfruttando le correnti e la sua forma particolare , semplicemente con uno scatto del polso può cambiare direzione. Oppure zigzagare, evitando alghe e rami. Permette un azione di pesca molto rilassante poiché non necessita di grandi movimenti.. Utilizza la corrente come un aquilone utilizza il vento. Nei video si vede chiaramente come si anima con pochi colpi di polso. In quattro misure misure dallo small all’extralarge. Dai $ 2,5 per le misure piccole fino a $ 8 per le misure grandi. Disponibile bicolore o neutro. Si puo inserire anche uno starlight.

Per info:   http://www.bulletbobber.com/

Galleggiante direzionale per esche finte


Bobber with brain- Galleggiante intelligente

17 Aprile 2009

seeitwebfrt.jpg

Un galleggiante auto livellante made in USA. Indicato sopratutto per la pesca al pesce gatto. Negli States sta facendo furore. Non c’è bisogno di nessun fermo sulla lenza una volta trovato il fondo si mette da solo in pesca. In realtà è una via di mezzo tra la pesca a fondo e quella a galleggiante. Infatti alla fine delle esche va applicato un piccolo piombo. Cosi è possibile pescare da fermi anche con più esche. Piuttosto manesco e grosso, è formato da un tubo forato trasparente, sul quale vi è infilata una grossa antenna di foam. All’interno del tubo , una pallina di materiale ferroso e una calamita alla base che funge da fermo per la lenza, una volta che il nostro galleggiante ha trovato il fondo. Stabile anche con un vento fino a 30 km orari ( a prova di tornado!!!), dichiara il produttore, resiste a fortissime correnti, poiché è ancorato saldamente da un piombo.

bwab-animated.gif

Sicuramente uno dei vantaggi è quello di segnalare anche la più timida abboccata, senza far sentire il peso della paratura al pesce.

Prossimamente effettueremo un vero e proprio test. Appena mi arrivano dagli USA ,li proverò, sia a mare che a fiume.

Il sito del produttore :http://www.bobberwithabrain.com/

L’idea è geniale, bisogna vedere solo se funziona anche in Italia!


La pesca del cefalo con la canna fissa.

24 Febbraio 2009

Sognando l’estate, prepariamoci per questa pesca divertente ma sopratutto molto tecnica, fatta di particolari che fanno la differenza.

cefalo_dorato.jpg

Il nostro obbiettivo è il cefalo gargia d’oro , Mugil auratus, apprezzato per le sue carni ma sopratutto altamente sportivo e combattivo. Per insidiarlo dobbiamo innanzitutto partire dalla canna. Una canna fissa non più lunga di 5 metri al carbonio, leggera e maneggevole,capace di ferrare velocemente la nostra diffidente preda. Solo una ferrata rapida e decisa ci porterà diverse catture. Una canna troppo lunga o troppo filo in bando comprometterà la nostra pescata.

focesele.jpg

Il posto di pesca sarà leggermente a monte di una foce, relativamente profonda, acque troppo basse a volte sono ricche di piccoli esemplari di cefalo che divorerebbero in pochi secondi l’ esca senza essere allamati. Corrente assente o quasi, per meglio avvertire le leggerissime tocche del nostro pesce. Le maggiori catture sono avvenute sempre nelle ore più calde della giornata, dopo mezzogiorno. L’ acqua dovrà essere limpida , marea in fase crescente. Sceglieremo posti con zone d’ombra, che saranno rifugio dei nostri pesci. Parliamo ovviamente di mesi caldi come Luglio, Agosto e Settembre.

Legheremo all’ apicale della nostra canna un monofilo dello 0,22 , come terminale del Fluorocarbon dallo 0,10 al 0,12 .

montatura-copia.gif

Montatura a scalare con piombo morbido o torpilla , facendo si che vi sia più piombo verso la parte bassa ( microgirella facoltativa ). L’ obbiettivo è far scendere velocemente l’esca sul fondo evitando cosi che venga attaccata subito da piccoli pescetti a galla o mezz’ acqua.

gallegiantipg.jpg

Il galleggiante dovrà essere a pera rovesciata da un grammo massimo 2 grammi, più sarà pesante e meno percepiremo le tocche.

6315b.jpg

L’ amo dovrà avere una curvatura tonda tipo Gamakatsu 6315 dal numero 12 al 16 . Useremo della pastura di richiamo, della comunissima pastura al formaggio per cefalo aggiungendoci un pochino di aglio in polvere.

pane.jpg

L’ esca sarà il pane francese appositamente preparato il giorno prima ( si acquista in qualunque negozio di pesca) .

Il pane si prepara in questo modo:

Si tagliano gli apici della treccia , si immerge in acqua tiepida e latte al 50% fino a quando diventa morbido ( circa 45 minuti), successivamente si strizza avvolgendolo in canovacci asciutti, una volta strizzato per bene si sciolgono le trecce e avvolto in un altro canovaccio asciutto si lascia in frigo ( reparto frutta) per tutta la nottata.

Arrivando sul luogo di pesca facciamo attenzione a non fare troppi rumori sull’acqua.

Prepariamo innanzitutto la pastura .La bagniamo pochissimo solo inumidendola cosi che ogni pallina di pastura all’interno sia pressoché asciutta, in modo che si sfaldi sul fondo in piccolissime parti senza saziare i nostri amici. Prepariamo 2 o tre palle grosse come aranci che lanceremo all’inizio della pescata, le altre palle grandi come mandarini a intervalli regolari ( ogni 20 minuti circa )e nel esatto momento della cattura. Questo perché il cefalo in caso di cattura allarmerebbe di sicuro i suoi colleghi che stanno pappando la pastura , quindi per evitare il panico buttiamo subito la nostra pallina appena ne catturiamo uno . Sondiamo bene posizionandoci leggermente sopra il fondale dai 5 ai 10 cm . Inneschiamo il pane francese scartandone la parte marrone e avvolgendo i filamenti intorno al nostro amo a mò di fiocchetto di circa 1 cm di lunghezza . Cerchiamo soprattutto di tenere pochissimo filo in bando . In caso di tocche personalmente non ferro mai alla prima tocca, aspetto almeno la terza cercando il tempismo giusto quando il galleggiante inizia a scendere.

Invito tutti a non usare mai la mazzetta metodo barbaro e inadeguato ,così non scoprirete mai la soddisfazione si sfidare questo furbo avversario con un amo solo. La mazzetta non serve a niente è un metodo antiquato !!!!!!!

ICAB

Nicola


Chiudi
Invia e-mail