Barracuda Mediterraneo

10 Luglio 2009

sphyraena_viridensis.jpg 

Sphyraena viridensis Cuvier, 1829

Specie tropicale sempre ormai molto presente nel mediterraneo

Ha forma affusolata, con un muso conico e affilato, con mandibola prominente non molto protrattile. La bocca ha di due file di denti molto acuminati; altri denti sono presenti sul palato.

Il corpo è coperto da scaglie, tranne, a differenza del congenere Sphyraena sphyraena, nel preopercolo.

La la linea laterale è chiaramente visibile.

Le pinne dorsali distanziate fra loro e la prima è formata da 5 raggi spinosi

Differenza dal cugino :

Preopercolo con squame del Luccio marino

Preopercolo privo di squame del Barracuda bocca gialla

IL dorso è bruno scuro, con sfumature bluastre verso i fianchi, che sono bianco-argetee La parte ventrale è biancastra. Lungo i fianchi compaiono le caratteristiche bande scure, più evidenti negli esemplari grandi.

E’ un pesce pelagico che si raduna in banchi numerosi, a volte si avvicina molto alla costa, specie di notte, anche in fondali molto bassi. Si nutre di pesci e a volte di calamari e totani. Si riproduce in primavera-estate e le uova sono pelagiche.

Ha una taglia superiore al congenere Sphyraena sphyraena e può raggiungere la lunghezza di 1,30 m e il peso di 10-12 Kg e oltre.


Luccio di Mare

9 Luglio 2009

barracuda

Linneo 1758

Specie: Sphyraena sphyraena

Famiglia :SPHYRAENIDAE

Ordine: Perciformes

Classe: Actinopterygii

Le specie dei tropici sono conosciute col nome di barracuda e possono raggiungere la lunghezza di circa due metri.
Ha corpo cilindrico un po affusolato all’estremità anteriore. Il peduncolo caudale è più compresso.
La testa ha da una bocca grande che si apre per l’intera la lunghezza del muso e dalla mandibola molto prominente e munita alla parte estrema anteriore di un lobo, che a bocca chiusa copre quella della mascella superiore. L’occhio è abbastanza grande.
Una caratteristica del luccio marino è data dalla presenza di numerosi denti appuntiti e taglienti a forma di pugnale, leggerete ricurvi verso l’interno della bocca. Nella mascella superiore ne troviamo sono anteriormente quattro per ogni lato, seguiti da altri più piccoli e sottili. Anche sul palato ne troviamo da tre o quattro. Nella mandibola vi è un dente abbastanza lungo e appuntito spesso accompagnato da un’ altro uguale.
Le due pinne dorsali sono distanziate tra di loro: la prima è fatta da raggi spinosi e la seconda da raggi molli. Contrapposta alla seconda dorsale vi è la pinna anale che è formata da una spina non molto grande e da raggi molli. La caudale è molto forcuta con i lobi identici. Le pettorali sono corte e anche le ventrali che sono munite di una spina .
Il colore varia dall’adulto al giovane. Nel giovane non appaiono le caratteristiche 24 fasce nere verticali , che coprono la metà superiore dei fianchi negli esemplari adulti.
I lucci marini vivono vicino alle coste. Sono pelagici e nuotano in piccoli gruppi in superficie. La riproduzione avviene alla fine della primavera e all’inizio dell’estate. Le uova sono pelagiche e si trovano nel plancton. Gli stadi giovanili fino a 10 cm. si accostano alle rive sopratutto su fondali sabbiosi.

dentebarra.jpg

Si nutre di altri pesci pelagici, latterini, sarde, boghe e altre specie di pesci. Quando sono alla stadio adulti preferiscono restare più sovente a mezz’acqua come in agguato e non si radunano più in gruppi numerosi come prima.
Si pesca occasionalmente con reti a strascico, tramagli, reti di circuizione e abbocca alle lenze ferme e anche alle traine. Allo stadio giovanile si cattura con la sciabica da terra. Insidiato a spinning o con il vivo nei porti o lungo scogliere . Alla canna è un combattente non di eccezionale sportività. Carne simile al merluzzo ottima per i bimbi per il suo gusto tendente al neutro
Raggiunge una dimensione di oltre un metro. Presente  in tutto il Mediterraneo

Specie diversa dal barracuda mediterraneo detto barracuda dalla bocca gialla.


Ricciola

5 Luglio 2009

ricciola

Risso 1810

Ha il corpo fusiforme, schiacciato ai lati. Le ricciole giovani hanno, in proporzione, l’altezza del corpo più grande di quella delle ricciole adulte.

Il profilo della testa declina in modo graduale dal dorso e finisce in un muso rotondo.

La bocca è grande e i denti sono molteplici, piccoli e sottili e disposti in ampie fasce si tutte e due le mascelle sia sul vomere, sui palatini e sulla lingua.

La pelle è liscia e ricoperta da scaglie molto piccole circa 150-180 sulla linea laterale.

Sul peduncolo caudale vi è una carena per l’ispessimento delle scaglie della linea laterale.

La prima dorsale è bassa e corta, composta da alcuni raggi spinosi non troppo robusti.

La seconda dorsale è molto lunga con profilo falciforme. L’anale, preceduta da due spine corte ed è lunga quasi quanto la seconda dorsale. La caudale è molto robusta, profondamente biforcuta. Le pettorali sono corte, sub triangolari e spatolate, le ventrali sono inserite sotto di esse e hanno una membrana che le unisce alla superficie ventrale. Le pinne ventrali ripiegate all’indietro si dispongono in un apposito alloggio.

Il colore del dorso è grigio azzurro, mentre i fianchi sono chiari fino a diventare bianco-argentei sul ventre.

Una fascia gialla dorata scorre lungo i fianchi dalla punta del muso al peduncolo caudale , punti e macchie dorate sono presenti sui mascellari e alla regione dorsale.

La ricciola è pesce pelagico, un nuotatore veloce che si avvicina molto spesso alla costa, anche in bassi fondali. I giovani si riuniscono in branchi piuttosto numerosi e non si incontrano mai da soli; gli adulti sono sempre in piccoli gruppi o solitari. Nel periodo estivo nuotano in vicinanza della superficie ed è facile incontrarli in vicinanza delle coste rocciose delle isole o nei promontori.

La riproduzione avviene a fine primavera e in estate. Le uova sono pelagiche e lo sviluppo embrionale avviene in pochi giorni.

Si alimenta di pesci e insegue i branchi dei cefali fino a pochi metri dalla riva. Si cattura alla traina e con reti da posta. A volte entra nelle tonnare. Le sue dimensioni arrivano a 2 metri di lunghezza e al peso di oltre 80 kg


Lampuga

3 Luglio 2009

lampuga.jpg

Linneo 1758
Il genere comprende una sola specie, diffusa in tutti i mari

Ha corpo allungato, schiacciato lateralmente e ricoperto di piccolissime squame incapsulate nell’epidermide, che danno l’aspetto di una pelle liscia. Lungo la linea laterale, che è ondulata e forma una V rovesciata sopra le pettorali, se ne trovano da 205 a 250.
Il dimorfismo sessuale è caratterizzato nei maschi adulti  da una specie di cresta fronto-nucale, che contribuisce a dare un profilo quasi verticale al muso.
La bocca è un poco obliqua, con la mandibola lievemente prominente.
Ha una sola pinna dorsale lunga e abbastanza alta, non differenziata in raggi spinosi e molli.
L’anale è sviluppata ma più corta della dorsale. La coda è profondamente forcuta, con i lobi uguali, stretti e acuti e non molto divergenti. Le pettorali sono falciformi e non sono molto grandi e le ventrali si alloggiano in una depressione del corpo, quando sono in riposo e ripiegate all’indietro.

La colorazione del dorso e della pinna dorsale è azzurro verdastra o azzurra indaco, più o meno scuro con riflessi metallici, e i fianchi riflessi dorati e argentati, su cui si notano dei punti scuri e macchie dorate; i colori scompaiono abbastanza rapidamente dopo la morte dell’animale.
E’ un pesce pelagico d’alto mare delle zone tropicali e sub-tropicali.
Si trova spesso associato in branchi alle ricciole e ai pesci pilota. Ha l’abitudine di soffermarsi all’ombra di relitti o di altri oggetti galleggianti alla deriva. Si nutre di pesci volanti, che cattura al momento in cui ricadono in acqua, e le sue prede più comuni sono sarde, alici, altri clupeiformi, sugarelli e sgombri.

In Sicilia vi è una regolare pesca stagionale con palangresi galleggianti e, dalle parti di Ganzirri e Faro, viene distinto in base alla conformazione del capo e dell’età. Abbocca facilmente alle lenze trainate. Raggiunge i 190 cm. di lunghezza.
E’ segnalato su tutte le coste italiane in estate, ma sempre al largo. Più raro in alto Adriatico e più comune al Sud e intorno alle isole.


Persico trota

15 Giugno 2009

persico trota

 

NOM LATINO: Micropterus salmoides (Lacepède 1802)
FAMIGLIA: Centrarchidae
ORDINE: Perciformes
NOME INGLESE: Large mouth bass
NOMI DIALETTALI: Boccalone (Lomb. e Piem.)

Introdotto dall’America per la prima volta in Europa in Germania nel 1883, in Italia fu immesso nei primi anni del 900 nei laghi di Comabbio e Monate. Come tutti i Perciformi, il persico trota ha caratteristiche morfologiche che, tra l’altro, lo avvicinano al suo vicino parente, il persico sole. Il suo corpo ha una linea ovoidale molto alta , tozza e massiccia, dalla forma allungata e abbastanza compressa lateralmente, che ne denota la considerevole robustezza. Anche la testa è grossa ed è lunga addirittura circa un terzo del corpo, con una bocca molto ampia e dal taglio obliquo verso l’alto, orlata di spesse labbra e armata di piccoli denti fitti disposti sul mascellare, sul vomere e sul palato. Gli occhi sono grandi e vivaci ricordano quelli del persico sole. Le squame sono di piccole dimensioni e lisce ricoprono il corpo del persico trota, il suo colore è il verde, più chiaro sui fianchi e con riflessi argentei sul ventre. Macchie nerastre appaiono sopra gli opercoli e lateralmente lungo il corpo. Una banda longitudinale costituita da macchie scure ravvicinate contrassegna i fianchi dei giovani e gradatamente scompare con l’età, mentre due piccole strisce scure segnano le guance, del boccalone. La pinna dorsale è in due parti contigue: la prima è bassa e breve, sorretta da 9 o 10 raggi spinosi; la seconda, posteriore, è larga , tonda e sorretta da raggi cornei molli. Quella caudale è ampia, robusta, con i margini arrotondati. La pinna anale è contrapposta alla seconda dorsale, ma è piccola e ha i primi tre raggi spinosi. Pettorali e ventrali hanno sviluppo normale.40-60 cm (2 kg) a 4-5 anni di età; eccezionalmente può raggiungere i 70 cm e superare i 10 kg.Si trova in ambienti lacustri e fluviali con corrente molto lenta, ricchi di vegetazione acquatica. Si nutre di invertebrati ed altri pesci, specialmente giovani ciprinidi.
La deposizione ha luogo tra Marzo e Luglio in 1-2 metri d’acqua ad una temperatura preferenziale di 20 °C; le uova sono deposte in una buca e vengono custodite dalla femmina che continua nella protezione dei piccoli nati per alcuni giorni, fino alla loro dispersione. La maturità sessuale è raggiunta a tre anni


Chiudi
Invia e-mail