Trota Fario

13 Aprile 2009

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NOME LATINO: Salmo trutta fario (forma di torrente) (Linnaeus 1758)
FAMIGLIA: Salmonidae
ORDINE: Salmoniformes
NOME INGLESE: Brown trout

Descrizione  - La trota fario ha corpo fusiforme, slanciato ed agile. La testa è forte e piuttosto tozza, occupa circa 1/5 della lunghezza totale del corpo. La bocca è larga e provvista di numerosi denti. La coda è omocerca con bordo posteriore diritto. Sulla linea laterale si contano da 110 a 125 squame. Il colore di fondo della livrea è variabile secondo l’ambiente: dorso verde scuro nei torrenti di montagna che diviene,quasi grigio verso la foce degli stessi; nei fiumi è generalmente grigio pallido con riflessi giallognoli, ma può essere anche di color bruno violaceo sul dorso e argenteo sul ventre. La parte superiore del corpo ed i fianchi presentano numerose macchie nere. Sui fianchi la trota è punteggiata da piccole macchie rosse e nere circondate da un piccolo alone che può essere giallo o biancastro, ma vi sono esemplari che portano intorno alla macchia aloni blu o rosa. Talvolta negli esemplari più vecchi scompaiono. La taglia della trota è strettamente legata all’ambiente, nei torrenti più piccoli e nei laghi ad altezza elevata supera di rado i 25 cm, ma nei fiumi di montagna e in quelli del piano può toccare i 70-90 cm, con pesi oscillanti dai 400 gr. fino a 6-7 chilogrammi.

Habitat - La trota fario è diffusa in Italia e in gran parte dell’emisfero boreale. Ama le acque fredde, limpide ed molto ossigenate dei torrenti montani, dei laghetti alimentati da torrenti. Si incontra in montagna fino all’altezza di circa 2500 metri sul livello del mare. La trota fario vive in acque con temperatura non superiore a circa 18-20 °C, in grado di fornire una disponibilità d’ossigeno sufficiente alle sue elevate necessità respiratorie; in ambienti bene ossigenati può tollerare anche situazioni di lieve inquinamento organico.

Alimentazione e abitudini - La trota fario ha un’attività prevalentemente notturna riguardo agli spostamenti mentre, durante il giorno, si nasconde ponendosi in agguato col muso alla corrente in costante aspettativa di cibo. Si nasconde nelle curve delle rive, dietro i sassi che frangono la corrente o dietro tronchi caduti, nelle buche dove si creano i rigiri, tra le radici sommerse, a valle delle cascate, nelle fossette sul fondale in zone a corrente non elevata. Si trattiene anche nelle acque a corrente moderata dove si formano larghi spiazzi, ma sempre al riparo d’ogni ostacolo naturale che crei zone d’ombra. Nel laghi frequenta le zone rocciose dove si aprono cavità naturali e sosta anche in vicinanza di gruppi di vegetazione, senza infrascarsi. La sua rilevante velocità di scatto intorno ai 40 km/h, le consente di abboccare anche prede veloci sul filo della corrente. La trota fario ha una dieta tipicamente carnivora, si ciba di tutto ciò che l’ambiente offre naturalmente. Le prede più frequenti sono gli stadi larvali e adulti di insetti, tra cui ditteri, efemerotteri, tricotteri e plecotteri, seguite da crostacei, anellidi, gasteropodi ecc.; tra gli insetti senza fase larvale acquatica sono più frequenti gli imenotteri e i coleotteri. Le trote di maggiore taglia possono predare altri pesci, soprattutto scazzoni, sanguinerole, e vaironi, ed anche qualche anfibio. Aumentando di taglia la trota diventa sempre meno gregaria, spesso i grossi esemplari divengono cannibali riuscendo a spopolare tratti di torrente o di fiume. Mangia sia a fondo che in superficie, secondo le ore del giorno e secondo il tipo di cibo che ha a disposizione. Se la trota si ciba di crostacei, le sue carni divengono rosee e delicatissime, in questo caso si dice comunemente che la trota è salmonata.

Riproduzione - La trota fario raggiunge la maturità sessuale a 2-3 anni. Il periodo riproduttivo si estende da ottobre a febbraio, talvolta giunge fino a marzo. Durante il periodo riproduttivo, le trote risalgono dai luoghi di dove vivono abitualmente verso i tratti di corso d’acqua situati più a monte. La frega si svolge ad una temperatura compresa tra circa i 5 ed i 10 °C. I letti di frega sono situati su fondali bassi, ghiaiosi, riparati in modo che la corrente non porti via le uova. La deposizione delle uova si svolge in più riprese. La femmina scava fossetta nella zona prescelta, quindi si pone sul fondo ed emette le uova mentre il maschio le feconda, in seguito vengono ricoperte di ghiaia dalla femmina. Ogni femmina depone da 1.000 a 2.000 uova per kg di peso. Le uova sono di circa 5 mm di diametro e di colore aranciato o giallastro. Il periodo di incubazione e compreso tra i 5 giorni fino ad oltre due mesi, secondo la temperatura dell’acqua. Gli avannotti restano sepolti nella ghiaia fino al riassorbimento del sacco vitellino, quindi emergono e cominciano a cibarsi. Esistono ibridi con la trota iridea, la trota marmorata, il salmone, il salmerino di fontana.

Valore economico - Specie di buon interesse commerciale, anche se disponibile sul mercato in quantità decisamente esigue. La trota fario ha carni ottime, sode e di sapore delicato, bianche o rosate. I soggetti selvatici, in particolare di quelli pescati nei torrenti e nei laghi di montagna, sono di qualità migliore delle trote d’allevamento. Fino dall’antichità la trota è stata molto apprezzata in gastronomia. La trota fario viene commercializzata fresca, surgelata e affumicata. Grande importanza economica ha l’allevamento di avannotti e di soggetti adulti da destinare a ripopolamenti per la pesca sportiva.


Barbo Comune

11 Aprile 2009

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BARBO COMUNE (Barbus plebejus Bonaparte)
Famiglia: Ciprinidi - Cyprinidae

Morfologia:
il Barbo ha il corpo affusolalo ed allungato; la bocca, carnosa e rivolta verso il basso, presenta ai lati 4 barbigli. La colorazione del dorso è bruno-verdastra, con macchioline nere più o meno evidenti; i fianchi sono giallo-dorati, il ventre bianco. Le pinne, di color bruno-verdastro, sono punteggiate di nero e possono assumere tinte rosso-arancio durante il periodo riproduttivo.

Riproduzione e accrescimento:
il periodo riproduttivo si protrae da aprile a giugno, a seconda delle condizioni ambientali; le uova, che hanno un diametro di 1,5-2 mm, vengono deposte fra la sabbia e la ghiaia dei corsi d’acqua. La maturità sessuale viene raggiunta a 2-4 anni di età nei maschi e a 4-5 anni nelle femmine. L’accrescimento è abbastanza lento, ma non è ben conosciuto nei particolari: può raggiungere eccezionalmente i 60 cm di lunghezza ed un peso di oltre 4 Kg, ma di norma ha dimensioni nettamente minori.

Alimentazione:
si ciba quasi esclusivamente di invertebrati (anellidi, larve di insetti, molluschi) che ricerca fra gli anfratti del fondo.

Habitat:
predilige le zone con corrente veloce e con fondi costituiti da ghiaia, sassi o grossi massi, che caratterizzano il tratto pedemontano dei corsi d’acqua; tali tratti, nei quali molto spesso rappresenta la specie più comune, vengono perciò denominati zone a Barbo. Soltanto raramente è presente nei laghi.

Comportamento:
è una specie gregaria, ma tende ad isolarsi quando raggiunge le maggiori dimensioni. In inverno diminuisce sensibilmente la propria attività, trascorrendo i periodi più freddi in semiletargo nascosto sul fondo.

Distribuzione:
il Barbo comune è diffuso in quasi tutta la penisola, fino ad un imprecisato limite sud; è assente dalle isole.


Alborella

4 Aprile 2009

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NOME LATINO: Alburnus alburnus alborella (De Filippi 1844)
FAMIGLIA: Cyprinidae
ORDINE: Cypriniformes
NOME INGLESE: Bleak
NOMI DIALETTALI: Arbureta, Pessina (Lomb.); Aola, Pesset, Ocet, Marcandola (Ven.); Zentilott (Trent.); Sarachein, Stregg (Emil.); Avola (Tosc.).
MORFOLOGIA: forma allungata e compressa lateralmente; colorazione verde con riflessi argentei; una fascia grigia longitudinale è più o meno distintamente visibile. La bocca è leggermente rivolta verso l’alto; le squame sono sottili e facilmente staccabili.
TAGLIA: può raggiungere i 15 cm.
DISTRIBUZIONE: nei corsi d’acqua e nei bacini lacustri di piccole e grandi dimensioni in tutto il territorio italiano; manca nelle isole.
HABITAT: nei grandi laghi subalpini vive in banchi, spesso di notevoli dimensioni, nelle acque superficiali pelagiche, migrando tuttavia anche nella zona litorale. Trascorre il periodo invernale a profondità maggiori rispetto a quelle scelte dagli altri ciprinidi. In ambienti lacustri di piccole dimensioni è ubiquitaria, mentre nei corsi d’acqua preferisce le zone di riva a bassa velocità di corrente.
ALIMENTAZIONE: zooplancton, larve di insetti, insetti adulti, detrito vegetale.
RIPRODUZIONE: depone a partire da Maggio in due o tre ondate successive su bassi fondali sabbiosi o ghiaiosi. Le uova sono piccole e deposte in numero anche superiore alle 250.000 per kg di peso. La schiusa avviene in 4-5 giorni alla temperatura di 20 °C.
VAL. ECONOMICO: buono, soprattutto nei grandi laghi dell’Italia settentrionale. È anche usato come esca viva nella pesca del persico, luccio, trota, ecc.
NOTE: Fino ad alcuni anni fa, dalle sue squame si estraevano i brillanti cristalli di guanina per la fabbricazione di una sostanza perlacea (essenza d’oriente), utilizzata per la fabbricazione delle perle artificiali.


Anguilla

2 Aprile 2009

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Classe Actinopterigi

ANGUILLA

Ord. ANGUILLIFORMES
Fam. Anguillidae
Gen. Anguilla

 

Linneo 1758

Atlante dei Pesci delle coste d'Italia - G. BiniHa corpo allungato subcilindrico nella parte anteriore e centrale del corpo e compresso lateralmente nella regione codale.
La bocca ha la mandibola prominente, larga e munita di denti piccolissimi sulle mascelle e sul vomere. L’apertura branchiale, subito avanti alla pettorale,  è a forma di fessura.
La linea laterale è alquanto abbastanza evidente lungo il centro dei fianchi. Le squame sono molto piccole e incluse nel derma. L’occhio è piccolo, tranne che nella maturità sessuale che diventa più evidente.
La pinna dorsale si unisce la pinna anale creando una falsa codale. Sviluppate e arrotondate le pinne pettorali, assenti le ventrali.
La pelle, molto viscida, è ricoperta da una abbondante secrezione mucosa

La colorazione generalmente è olivastra o bruno giallastra, col ventre bianco sporco.
Negli esemplari maturi la parte dorsale assume una tinta nera che contrasta col ventre bianco argenteo.
Vive al riparo della luce, più o meno sepolto in zone fangose e limita la sua attività alla notte. Si rinviene praticamente in tutte le zone acquatiche (salmastre, dolci, calde, tiepide, fredde, laghi, lagune, stagni, paludi, fiumi, torrenti, mare. In Sicilia veniva tenuta nei pozzi d’acqua per tenere lontani invertebrati indesiderati.
Al termine dell’accrescimento le anguille d’acqua dolce cambiano livrea e migrano verso il mare (nell’Atlantico in una zona tra le Bermude e il Mar dei Sargassi dove in una profondità di circa 1.000 m. si compie la riproduzione). Le larve appena schiuse sono simili a piccole foglie trasparenti.e iniziano la migrazione di ritorno, che dura circa due anni, prima di raggiungere la loro forma definitiva. Al primo anno sono tutte intorno ai 30 cm.  I maschi adulti arrivano fino a un metro e le femmine a m 1,50 ed oltre 5 Kg. di peso.
Mangiano di tutto. Insetti, pesci, anfibi, vermi, crostacei. Sono oggetto di pesca speciale nelle lagune salmastre e nelle valli venete e di Comacchio.
Abboccano a tutte le lenze.
Presente in tutto il Mediterraneo.


Cavedano

27 Marzo 2009

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NOME LATINO: Leuciscus cephalus (Linnaeus 1758)
FAMIGLIA: Cyprinidae
ORDINE: Cypriniformes
NOME INGLESE: Chub
NOMI DIALETTALI: Quaiass, Scaiass (Piem.); Scaggiun, Lasca (Lig.); Cavesal (Lomb.); Squal, Cavazzin (Ven.); Cavadel, Cavadel (Emil.); Boga (Tosc.); Sbarzo, Scagliosa (Marc.); Squalo, Fiassera (Laz.); Cavetiche (Abr.).
MORFOLOGIA: corpo slanciato ed affusolato a sezione circolare; bocca grande e terminale; grosse squame circolari con margine finemente punteggiato; colorazione verdastra sul dorso, si attenua sui fianchi, bianco giallastra sul ventre. Peritoneo argenteo.
TAGLIA: 20-40 cm a 7-10 anni (600-1000 g), raramente fino a 60 cm (4 kg).
DISTRIBUZIONE: acque dolci dell’Italia peninsulare, fino al Liri e al Volturno.
HABITAT: prevalentemente in acque correnti limpide, anche a velocità discreta, ma anche nelle zone litorali dei laghi di grandi e medie dimensioni. I giovani formano piccoli gruppi, gli adulti hanno abitudini più solitarie.
ALIMENTAZIONE: è praticamente onnivoro; i grossi individui sono prevalentemente ittiofagi.
RIPRODUZIONE: la deposizione avviene tra Aprile e Giugno in acque litorali; le uova sono molto piccole (0,7 mm); la schiusa avviene circa entro una settimana. L’accrescimento è moderatamente rapido (ad un anno misurano 9 cm di lunghezza) e la maturità è raggiunta dai maschi a 3-4 anni e dalle femmine a 4-5 anni.
VAL. ECONOMICO: modesto.
NOTE: Si conoscono ibridi con il vairone e con l’alborella.


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