Donzella

28 Luglio 2009

Classe: Actinopterygii

Donzella

Ord. PERCIFORMES
Fam. Labridae
Gen. Coris

donzella

Coris julis LINNEO, 1758

E’ rappresentato nel Mediterraneo con una sola specie, che è ermafrodita proteroginica.

Le livree sono indipendenti dal sesso, infatti si trovano sia maschi che femmine con entrambe le livree.

IL corpo della donzella è allungato, compresso ai lati con le squame piccole (circa 74-80 lungo la linea laterale, segue il profilo del dorso e non è molto marcata).

La testa è conica. La bocca è piccola ed è dotata di labbra molto carnose . I denti sono disposti su due file per ogni mascella e i due anteriori sono più grandi e a forma di veri e propri canini; la serie interna ha dei denti molto piccoli. Occhi e narici sono piccoli.

La pinna a dorsale è unica e i primi tre raggi sono molto più grandi ed evidenti. La pinna anale è molto sviluppata e la caudale ha la parte posteriore arrotondata. Le pettorali e ventrali sono corte e forma di spatola.

La colorazione è fra le più vivaci nel mondo marino , nella livrea degli esemplari più grandi troviamo quasi sempre una macchia nera all’altezza delle pinne pettorali.

Si trova presso le zone costiere con fondo roccioso o detritico e sassoso.

Di notte ha l’abitudine di sprofondare nella sabbia e nella stagione invernale si spinge a grandi profondità anche a 120 m.

Di giorno è molto attiva e va in cerca di molluschi, echinoidi e crostacei.

La riproduzione avviene da aprile a luglio, le uova sono pelagiche e galleggianti. Si pesca con nasse e abbocca alle lenze.

E’ ottimo per la zuppa di pesce o per fare un brodo con cui condire gli spaghetti. Di norma si cuoce con del pomodorino e aromi una volta cotto si passa col passatutto, con la cremina ottenuta si condiscono gli spaghetti , una spruzzata di prezzemolo tritato ed uno odore di pepe macinato e Viaaaa…

I maschi adulti possono raggiungere la dimensione massima di 25 cm.

E’ frequente in tutti i nostri mari.

La donzella è detta anche in Campania Cazzillo e re


Persico trota

15 Giugno 2009

persico trota

 

NOM LATINO: Micropterus salmoides (Lacepède 1802)
FAMIGLIA: Centrarchidae
ORDINE: Perciformes
NOME INGLESE: Large mouth bass
NOMI DIALETTALI: Boccalone (Lomb. e Piem.)

Introdotto dall’America per la prima volta in Europa in Germania nel 1883, in Italia fu immesso nei primi anni del 900 nei laghi di Comabbio e Monate. Come tutti i Perciformi, il persico trota ha caratteristiche morfologiche che, tra l’altro, lo avvicinano al suo vicino parente, il persico sole. Il suo corpo ha una linea ovoidale molto alta , tozza e massiccia, dalla forma allungata e abbastanza compressa lateralmente, che ne denota la considerevole robustezza. Anche la testa è grossa ed è lunga addirittura circa un terzo del corpo, con una bocca molto ampia e dal taglio obliquo verso l’alto, orlata di spesse labbra e armata di piccoli denti fitti disposti sul mascellare, sul vomere e sul palato. Gli occhi sono grandi e vivaci ricordano quelli del persico sole. Le squame sono di piccole dimensioni e lisce ricoprono il corpo del persico trota, il suo colore è il verde, più chiaro sui fianchi e con riflessi argentei sul ventre. Macchie nerastre appaiono sopra gli opercoli e lateralmente lungo il corpo. Una banda longitudinale costituita da macchie scure ravvicinate contrassegna i fianchi dei giovani e gradatamente scompare con l’età, mentre due piccole strisce scure segnano le guance, del boccalone. La pinna dorsale è in due parti contigue: la prima è bassa e breve, sorretta da 9 o 10 raggi spinosi; la seconda, posteriore, è larga , tonda e sorretta da raggi cornei molli. Quella caudale è ampia, robusta, con i margini arrotondati. La pinna anale è contrapposta alla seconda dorsale, ma è piccola e ha i primi tre raggi spinosi. Pettorali e ventrali hanno sviluppo normale.40-60 cm (2 kg) a 4-5 anni di età; eccezionalmente può raggiungere i 70 cm e superare i 10 kg.Si trova in ambienti lacustri e fluviali con corrente molto lenta, ricchi di vegetazione acquatica. Si nutre di invertebrati ed altri pesci, specialmente giovani ciprinidi.
La deposizione ha luogo tra Marzo e Luglio in 1-2 metri d’acqua ad una temperatura preferenziale di 20 °C; le uova sono deposte in una buca e vengono custodite dalla femmina che continua nella protezione dei piccoli nati per alcuni giorni, fino alla loro dispersione. La maturità sessuale è raggiunta a tre anni


Triotto

8 Giugno 2009

Triotto

Il triotto ha il corpo slanciato e non molto schiacciato, piuttosto tozzo, con il dorso curvato che termina verso il centro, dove si trova la pinna dorsale alta e ben sviluppata. La testa è piccola, con il muso corto e tondeggiante. La bocca, ha taglio minuscolo, è leggermente rivolta in su, con il labbro superiore un poco sporgente. La variabilità morfologica di questa specie è molto elevata in relazione alla distribuzione geografica ed anche alla possibilità, spesso verificata, di ibridazione con altri Ciprinidi. Gli occhi sono piuttosto sviluppati e hanno iride giallina. 15 cm, 20 cm come taglia massima. La pinna caudale è sviluppata e incisa, con margini appuntiti. Anche la pinna anale è abbastanza lunga ed è inserita al termine di quella dorsale. Le pinne ventrali e le pettorali hanno modesto sviluppo. Rivestito di squame cicloidi grandi e caduche, il corpo di questo piccolo pesce ha colore azzurro grigia o bruno verdastra, con vivaci riflessi sul dorso, mentre i fianchi e la panca sono argentei nei giovani, con sfumature giallastre o rossastre negli adulti. Questi sono anche caratterizzati da strisce longitudinali grigio brune, simili, ma meno marcate rispetto al vairone. La pinna dorsale è colorata di verde scuro, mentre le pinne inferiori sono grigie giallastre. Tutte le pinne sono lievemente rosate. La pelle è ricoperta di ghiandole mucose che la rendono viscida. Si nutre invertebrati di fondo,insetti,crostacei e vegetali. La riproduzione ha luogo tra Aprile e Giugno in acque basse e su fondale sabbioso o ghiaioso. I riproduttori sviluppano, in questo periodo, i “tubercoli nuziali” che si distribuiscono prevalente sul capo e sul dorso dei maschi. Le uova hanno dimensioni piccole (1 mm di diametro) e sono deposte in numero elevato. La schiusa avviene in 4-10 giorni, in relazione alla temperatura ambientale.

NOME LATINO: Rutilus rubilio (Bonaparte 1837)
FAMIGLIA:Cyprinidae
ORDINE: Cypriniformes
NOMI DIALETTALI: Triott, Vairon, Stria (Piem.); Trul, Triot, Strec (Lomb.); Pess zentil, Pessata, Faion (Trent.); Brussola, Aola bastarda, Brussolo (Ven.); Roviglione (Marc.); Lasca, Laschetta (Umb.); Rossella (Camp.)


Persico Sole

29 Aprile 2009

 persico sole

Lepomis gibbosus, conosciuto comunemente come Persico sole, è un pesce d’acqua dolce, appartenente alla famiglia Centrarchidae.

Il persico sole ha corpo ovale, molto compresso ai lati, ricoperto di squame , piuttosto piccole. Il muso è piccolo con bocca in posizione terminale, piccola ed obliqua verso l’alto. L’opercolo posteriormente si prolunga a formare il lobo. Sulla linea laterale, sita alla base del dorso, si contano da 36 a 47 squame. La pinna dorsale, inizia all’altezza del lobo dell’opercolo e finisce alla base del peduncolo caudale. La pinna caudale, biloba, è appena incisa. La livrea del persico sole ha colore di fondo scuro verdastro sul dorso, i fianchi sono  più chiari mentre il ventre può avere colori da giallo ad arancio o bianco rosato. Entrambi i lati della testa hanno  strisce azzurre o celesti. Sul lobo opercolare si nota una enorme macchia nera, bordata di chiaro, con una macchia rossa all’apice. Il dorso e i lati sono coperti di macchie scure ed iridescenti. L’occhio ha l’iride rossa. Le femmine hanno una livrea meno vistosa dei maschi. I maschi in frega  hanno tinte brillanti. In America Settentrionale il persico sole può misurare   anche  30 cm, ma in Italia la lunghezza media degli si aggira tra gli 8 ed i 15 cm, con un peso di 15 grammi.
Il persico sole è  molto adattabile agli sbalzi di temperatura. La specie è stanziale e territoriale, allo stadio giovanile é gregario e tende a formare branchi di alcune decine d’individui. Si adatta a vivere in una moltitudine di ambienti ma,  si colloca acque ferme o moderatamente correnti, con fondo sabbioso e ricche di vegetazione . Nei fiumi tende a posizionarsi  nelle anse riparate, fuori dalla  della corrente.Risulta strettamente legato all’habitat dei sottoriva dove svolge la sua attività alimentare e riproduttiva. La specie è particolarmente attiva durante la stagione estiva, nei mesi invernali si sposta invece a maggiore profondità .
Anche se questo pesce si ciba anche di detriti organici, la specie è  spiccatamente carnivora. La alimentazione  del persico comprende una grande quantità d’invertebrati acquatici, ricercati prevalentemente sul fondo, piante , detriti organici e piccoli pesciolini. Il regime alimentare dei giovani comprende anche microrganismi planctonici. Gli individui di maggior grandezza, si nutrono in prevalenza di altri pesci. A volte attacca in gruppo in questi casi un persico sole guida l’attacco iniziando a strappare le pinne della vittima, presto imitato da altri soggetti che continuano ad attaccare la preda fino a causarne la morte.
Raggiunge la maturità sessuale 2-3 anni dalle femmine, a 4 dai maschi. La riproduzione si svolge nella tarda primavera da maggio a giugno, quando la temperatura dell’acqua è attorno ai 20 - 26 °C. Il maschio è territoriale, difende un’area, utilizzata come nido. La zona destinata alla riproduzione è realizzata dal maschio scavando una piccola fossa sul fondo, sotto ostacoli sommersi o tra il pietrame. Il maschio corteggia ogni femmina che entra nel suo territorio, spingendola ad entrare nella tana per deporre le uova. Ogni femmina depone circa da 600 a 3.000 uova del diametro 1 mm circa, color ambra, che aderiscono al substrato. Il maschio sorveglia le uova fino alla loro schiusa,   si verifica dopo 5 a 28 °C o 10 giorni a 16 °C.


Tinca

22 Aprile 2009

tinca.jpg

NOME LATINO: Tinca tinca (Linnaeus 1758)
FAMIGLIA: Cyprinidae
ORDINE: Cypriniformes
NOME INGLESE: Tench
MORFOLOGIA: forma del corpo massiccia e leggermente compressa lateralmente nella parte posteriore; squamatura molto piccola e superficie corporea ricoperta di secrezione mucosa; bocca terminale con labbra carnose e munite di due barbigli; pinne brevi ed arrotondate, pinna caudale quasi priva di concavità; colorazione verde-bruna sul dorso, verde-gialla sui fianchi, gialla sul ventre.
TAGLIA: 25-30 cm, raramente raggiunge e supera i 50 cm (2 kg di peso).
DISTRIBUZIONE: in tutto il territorio italiano.
HABITAT: acque stagnanti o a corrente molto lenta, ricche di vegetazione acquatica e con fondo melmoso; è più attiva di notte e sverna affondata nel fango.
ALIMENTAZIONE: invertebrati di fondo, ma anche materiale vegetale e detrito di fondo.
RIPRODUZIONE: depone verso la fine della primavera (tra Maggio e Luglio) in acque basse ricche di vegetazione con temperatura di 19-20 °C; il numero delle uova è elevato (circa 600.000 per kg di femmina), ma il diametro è molto piccolo (0,8-1 mm). La deposizione avviene in più momenti nell’arco di circa 2 mesi. Le uova schiudono in 3-6 giorni e le larve possiedono organi adesivi e rimangono, fino al riassorbimento del sacco vitellino, attaccate alle piante acquatiche. La crescita è piuttosto lenta; la maturità sessuale è raggiunta a due anni dai maschi e a quattro dalle femmine.
VAL. ECONOMICO: buono.
NOTE: è oggetto di allevamento negli stagni, spesso insiema con le carpe.


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