Scorfano nero

17 Febbraio 2009
Classe: Actinopterygii

SCORFANO
NERO

Ord. SCORPAENIFORMES
Fam. Scorpenidae
Gen. Scorpaena

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Ha corpo tozzo con profilo convesso, testa grossa, massiccia e con occhio grande. Esistono delle appendici dermiche, sviluppate e ramificate. Altre appendici dermiche esistono sopra le aperture nasali anteriori, ma non al disotto della mandibola. Esiste una fossetta occipitale quadrata con spine frontali da ogni lato, ciascuna seguita da una cresta che porta una spina parietale e nucale. Presenti un’altra cresta sopraoculare e una post-orbitale. Vi sono molte spine nasali e una piccola doppia spina timpanica seguita da due ben sviluppate, sopra le quali ve ne è una più piccola e una grande.
Sei spine preopercolari di cui la seconda è la più grossa e due opercolari. Molte di queste spine sono incluse nell’epidermide. La bocca è ampia munita di fasce di denti villiformi che si trovano anche sul vomere e sui palatini. Il corpo è coperto di squame piccole, più lunghe che larghe (55 lungo la linea laterale). Non esiste vescica natatoria.
La pinna dorsale è unica con la parte spinosa più lunga e più sviluppata. La codale ha il bordo posteriore libero arrotondato, come le pettorali e le ventrali.La colorazione è bruno seppia a macchie di varia intensità e varia disposizione. E’ estremamente mimetico. Sul lato ventrale e sui bordi inferiori delle pinne pari presenta una colorazione rossiccia più o meno spiccata. E’ una specie sedentaria e costiera. Preferisce le praterie di posidonie e le piccole cavità sotto gli scogli dove si trova immobile sul fondo completamente mimetizzata con l’ambiente circostante, anche a bassissime profondità. E’ vorace e si sposta prevalentemente di notte per ricercare il nutrimento. Di giorno si nasconde sotto gli scogli e tra i sassi del fondo, assumendo una colorazione grigiastra mimetica.  La riproduzione va dal maggio ad agosto. Le uova sono emesse in una massa mucosa trasparente e galleggiante. I giovani di 15 millimetri si trovano tra gli scogli e le alghe litorali. L’alimentazione è carnivora. Si cattura con nasse e tramagli. Ha carni delicate. Non supera i 25 cm di lunghezza.
Comunissima lungo tutte le coste italiane

Attenzione!!!Le spine delle pinne posseggono internamente delle ghiandole velenifere situate in scalanature esistenti lungo i due terzi apicali. La loro puntura è molto dolorosa e i suoi effetti si risentono per qualche ora. Usare sempre uno straccio per slamarlo in caso di puntura trattare con amoniaca e acqua calda.


Murena

15 Febbraio 2009
Classe Actinopterigi

MURENA

Ord. ANGUILLIFORMES
Fam. Muraenidae / Muraeninae
Gen. Muraena

Linneo 1758

Corpo allungato serpentiforme, quasi cilindrico nella prima metà e compresso lateralmente nella parte codale.
La pelle è nuda, spessa e resistente, ricoperta di muco viscido.
La testa è lunga e termina in un muso corto un po’ compresso lateralmente.
Gli occhi sono piccoli, circolari.
Le narici sono tubulate, le anteriori, situate vicino all’estremità del muso, hanno un tubulo un poco più lungo di quelle posteriori.
L’apertura branchiale è piccola, di forma ovale ed è situata al centro di una macchia nerastra.
La bocca è ampia e la mascella superiore è lievemente prominente.
Su ogni mascella sono piazzati su dì una sola fila dei denti robusti, acuminati e ricurvi indietro, alcuni dei quali più lunghi a forma di pugnale.
La lingua manca.

La pinna dorsale spessa e ben sviluppata, ha tutti i suoi raggi coperti dalla membrana, inizia un poco avanti all’orifizio branchiale e si estende fino all’estremità posteriore del corpo. L’anale, simile alla dorsale, inizia all’incirca alla metà del corpo e la sua estremità posteriore si riunisce con quella della dorsale per formare una falsa codale puntuta.
La colorazione è bruno rossastro scuro variegato di giallo più o meno chiaro.
E’ una specie costiera sedentaria. Durante il giorno sta quasi sempre intanata nei buchi o nelle fessure delle rocce, con la testa appena sporgente.
Le fauci spalancate rivelano la necessità di pompare continuamente dell’acqua attraverso la bocca per apportare ossigeno alle branchie.
La riproduzione va da luglio a settembre. Le uova sono galleggianti e le larve sono del tipo leptocefalo.
Si cattura con i palangresi a profondità relativamente basse, da tre metri a una quindicina circa, soprattutto nei mesi estivi su fondali rocciosi. Capita talvolta nelle nasse. La sua carne è ottima. Il sangue è tossico, ma la cottura lo rende innocuo. Oltrepassa il metro e 40 di lunghezza.
Specie caratteristica del Mediterraneo. Comune su tutte le coste rocciose. Rara nell’Adriatico settentrionale.

Attenzione ai suoi morsi possono provocare gravi ferite, prima di essere slamata deve essere uccisa possibilmente spezzandogli la spina dorsale con un colpo secco di un bastone o martello.murena.gif


Il grongo

13 Febbraio 2009

gronco.jpg

Classe Actinopterigi

GRONGO

Ord. ANGUILLIFORMES
Fam. Congridae / Congrinae
Gen. Conger

Ha corpo cilindrico e compresso lateralmente nella parte codale.
La testa è depressa dorso-ventralmente. La pelle è ricoperta di muco ed è senza squame. Presenti pori sensoriali lungo la line laterale e sulla testa.
La bocca è ampia e l’occhio ovale e abbastanza grande.
I denti, compressi e a margini taglienti, sono disposti in file su mascellari.
Sul vomere si nota una placca dentaria triangolare con la base arrotondata.
Le labbra sono carnose e quella superiore porta sull’estremo le due narici anteriori a forma di tubicino. Le narici posteriori si aprono prima dell’orbita.
La pinna dorsale si estende fino alla coda, dove si salda con l’anale.
Le pettorali sono ben sviluppate e le ventrali non esistono

Il colore del dorso normalmente è grigio ardesia e quello del ventre biancastro. I pori della linea laterale sono bianchi e le pinne impari bordate di nero.
Vive da 10 m ad oltre 1000 m di profondità in zone rocciose, riparandosi di giorno in buchi o cavità. Si trova anche in zone sabbiose, purché vi siano scogli isolati o relitti in cui stazionare durante. La riproduzione avviene nei mesi estivi e la vita larvale forse raggiunge i due anni.
E’ carnivoro e vorace. Si cattura con lenze, reti e nasse. Alla cattura con fucile subacqueo, offre un fortissima reazione che a volte lo porta a liberarsi mutilandosi.
Può arrivare a superare i due metri di lunghezza e una settantina di chili in peso.
Comune lungo tutte le coste.
Attenzione anche se non troppo combattivo e capace di infliggere pericolose ferite se morde.


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