20 Giugno 2009
Siamo all’ ABC ma come al solito piccole cose fanno grandi differenze. Vi mostriamo come si fissa un galleggiante alla lenza. Ci vogliono tre tubicini di circa 4 mm di lunghezza. Un trucco far fuoriuscire l’ultimo tubicino quello alla base per qualche millimetro. Impedendo alla lenza stessa di aggrovigliarsi al galleggiante. Un piccolo sistema antigroviglio.
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10 Giugno 2009
Anni fa quando andavo a pesca e non sapevo legare bene gli ami , stanco delle continue cazziate del mio compare, decisi di comprare una “macchinetta” lega ami. Istruzioni ovviamente in Giapponese non ci capii un tubo, lo stesso negoziante non sapeva come funzionasse. Alla fine dalla rabbia la feci mille pezzi. Oggi ho trovato questo video e devo dire la verità, l’utilizzo è davvero molto semplice. Anche se poi ho imparato bene a legare gli ami a mano.
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15 Maggio 2009

I bottaccioli arenicola gratis per tutti, non ci credete?
Provate ad andare in spiaggia, mare calmo mi raccomando, esattamente sul bagnasciuga al limite tra la sabbia bagnata dal mare e quella asciutta .

Scavate una buca 30×30 per 25 centimetri di profondità in modo che l’acqua del mare possa invadere leggermente la buca. Aspettate che arrivi l’onda e riempia con un poco d’acqua la buca… ed ecco spuntare i piccoli bottaccioli. Vermetti rossi con riflessi violaceo-azzurrini di circa 1 centimetro di lunghezza. Per la conservazione utilizzeremo una scatolina impermeabile che riempiremo con un po di sabbia e acqua di mare. Sicuramente cugini della tanto costosa esca rossa o arenicola. Alcuni pescatori affermano che trattasi proprio di esca rossa ma non non allo stadio adulto. Personalmente credo sia un anellide totalmente diverso, anche se molto simile. Da un punto di vista piscatorio ,abbiamo a che fare con un esca molto attrattiva, una sorta di pigliatutto. Particolarmente attiranti per le Marmore. Molto delicati e difficile da innescare, bisogna usare ami dal gambo molto sottile. Possono essere innescati dalla parte centrale penzoloni sull’amo, attenzione scoppiano facilmente diventando inservibili. Oppure in maniera più resistente, cioè a calzare l’amo, innescandoli con delicatezza dalla parte piatta”la testa” e mai dalla punta. Li possiamo innescare anche penzoloni a piccoli ciuffetti utilizzando 3 o 4 vermi alla volta. Micidiali sia di sera che in pieno giorno. Assolutamente non adatti ai lunghi lanci, ideali per la pesca col galleggiante o ledgering con lanci accompagnati, molto soft.
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29 Aprile 2009

La pesca alla Salpa è un delle pesche più appaganti in termini sportivi. La Salpa è un vero e proprio trattore marino, capace di regalare emozioni davvero spettacolari. E’ un fiero combattente che con le sue testate e la sua dentatura mette in discussione l’abilità e le montature di ogni buon pescatore. Vediamo come prepararci per una battuta di pesca alla Salpa. Una bolognese da mare con un mulinello caricato di un buon 0,25, può andare più che bene per la nostra battuta. Utilizzeremo la montatura in figura, poiché la Salpa da buona capretta del mare, ha l’abitudine di brucare le alghe che si trovano sui fondali o quelle attaccate alle rocce. Facemo in modo di presentare l’esca sempre poggiata in prossimità del fondo. Un galleggiante scorrevole 3+2 con relativi pallini in prossimità dell’amo. Un amo con un gambo appena più lungo del solito. Un finale dello 0,20 in Fluorocarbon di 30 o 40 cm.

Useremo come esche o pezzetti di americano( la salpa quando è piccola ha anche abitudini carnivore), oppure pezzettini di pomodoro verdi. Sceglieremo le nostre postazioni di pesca nei punti dove è sicura la presenza di alghe attenzione non poseidonie.

Come pastura useremo una comune fondo mare. Che lanceremo formando delle palline da golf ad intervalli regolari. Personalmente ho effettuato sempre le migliori catture durante il tramonto. Appena il nostro pesce ha ingoiato l’esca, non dobbiamo giocarci troppo, ma bensì forzare leggermente il recupero, infatti i dentini della salpa possono a lungo termine tranciare la nostra lenza. Ricordate che la Salpa per essere consumata è necessario pulirla immediatamente appena catturata. Le alghe contenute nella sua pancia fermentano velocemente, dando alle carni un sapore sgradevole. In questo caso sempre meglio fare una bella foto del pescato e rilasciare il tutto. Buon divertimento.
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27 Aprile 2009

Pescare dagli scogli richiede piccole attenzioni e può essere davvero appagante. Utilizzeremo quindi una canna di misura adeguata, in funzione della distanza di pesca. In caso di mare calmo possiamo benissimo usare una canna bolognese di mt. 4 . Ma nel caso di mare mosso o agitato, la dimensione deve essere maggiore, tale da consentire al pescatore, di pescare a distanza elevata, evitando di fare il bagno o peggio di finire risucchiato in acqua. Una particolare attenzione adotteremo nella scelta delle calzature, che dovranno essere comode leggere e antiscivolo. Evitiamo di usare scarpette da ginnastica estive telate, poiché in caso di spruzzi, finiremo inevitabilmente per bagnarci i piedi e la sensazione anche in estate non è affatto gradevole. Utilizzeremo un mulinello caricato con un buon 0.22, sottile ma resistente, con una frizione ben tarata. Come montatura utilizzeremo quella indicata in foto.

Un galleggiante scorrevole tipo 3+1 o 4+1 fermato a monte da un piccolo gommino o chicco di riso, un solo pallino tale da bilanciare il galleggiante messo a circa 40 cm dall’amo, micro girella facoltativa. Finale in fluorocarbon dello 0,12 o 0,10 in funzione della dalla limpidezza dell’acqua, lungo circa 40 cm. Per la taratura del galleggiante utilizzeremo una piccola sondina, appena trovato il fondo, abbasseremo il galleggiante di circa 20 cm. Come effetto avremo un esca flottante, che in caso di mare calmo, grazie al peso dell’amo scende dolcemente. Con mare mosso l’esca sarà in continuo movimento. Amo del 12 affilato chimicamente.

Esca bigattino, due o tre bigattini appuntati di cui uno a coprire l’amo. Fondamentale è la pasturazione che verrà effettuata con una buona fionda. Lanceremo una discreta quantità di bigattini ,costantemente, mischiati a pellet. Personalmente preferisco mettere qualche ora prima alcune pellet nei bigattini, in modo da aromatizzare il tutto. La pesca sarà rivolta principalmente a Saraghi, Orate, Spigole e Occhiate.
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