L’INNESCO DEL FILETTO DI CEFALO

1 Agosto 2010

 crfali.jpg

L’innesco del filetto del cefalo è molto utilizzato nelle nostre coste per la
ricerca del pesce serra , ma non deve essere sottovalutato per insidiare
spigole, gronghi e torpedini.
Infatti il suo forte odore, derivante dalle sue carni grasse, ha un grande
potere attrattivo per tutti i pesci in cerca di qualche pesciolino da
“sgranocchiare”.

Naturalmente si ottengono molti risultati anche con il cefalo morto innescato
interamente, ma sappiamo bene che le carni rovesciate (come anche quelle della
sarda o del bibi) sono di sicuro più attiranti, grazie alle sostanze della
carne che si dissolvono nell’acqua.
La modalità di innesco più utilizzata è quella del filetto senza testa,coda e
spina.
Infatti prenderemo il cefalo,taglieremo testa e coda, strapperemo la spina
(facendo attenzione a non danneggiare la carne) e avvolgeremo il tutto su di un
flotter della stessa lunghezza dell’esca.

La caratteristica principale del filetto di cefalo è la buona conservazione
della carne, infatti mentre per la sarda è sconsigliata la congelazione, il
cefalo può essere congelato(preferibilmente intero) e poi utilizzato anche
commettendo qualche piccolo errore nell’innesco, perdonatoci dalla robustezza
delle carni.
Naturalmente il cefalo fresco ha i suoi vantaggi, ma non sempre possiamo
procurarci un cefalotto adatto all’innesco.

crunk2.JPG

MISURE

Il terminale sarà uno short rovesciato, attacco alto con uno spezzone di
fluorocarbon di 50 cm e uno spezzone di cavetto in acciaio di 30 cm.
Queste misure andranno adattate alla grandezza della nostra esca.
Il fluorocarbon andrà dallo 0,45 in sù, mentre il trave partirà da uno 0,50.
Per quanto riguarda il cavetto, in commercio troviamo il legabile (dal prezzo
a dir poco esagerato) che si lega come se fosse un semplice nylon.Inoltre sarà
di sicuro più duraturo, dato che lo cambieremo dopo circa la terza cattura.
Inoltre c’è il cavetto termosaldante , che come dice il nome si salda con un
semplice accendino, per poi bloccarlo con stopper in metallo.
Entrambe i cavetti se montati correttamente sono affidabili, ma sceglieremo in
base alla frequenza delle battute di pesca e anche alle nostre possibilità
economiche.
Al cavetto legheremo una amo beak dal 3/0 in sù, sempre basandoci sulle
dimensioni dell’esca.

12052010390.jpg 12052010389.jpg

Il flotter lungo è indispensabile, inoltre il mio consiglio è di provare il
tutto in un secchio d’acqua, in quanto il mancato galleggiamento dell’esca non
può che portare a risultati sgradevoli.

testo e foto di: Vincenzo Aiello
Articolo tratto da pescajonica.blogspot.com


UN ARTIFICIALE AL GIORNO: MOLIX JUBAR SMART

26 Ottobre 2009

 

Antonio Laporta. prova un esca micidiale per la traina e lo spinning . Il MOLIX JUBAR SMART…

Ottima dritta Antonio…

Via : Andiamoapescare.com


La pesca dell’ Aguglia

9 Ottobre 2009

aguglia-copia.gif

La pesca della Aguglia deve avvenire prevalentemente a galla. Possiamo utilizzare due sistemi differenti :

A recupero con l’aiuto di bombarde; Oppure a fondo.

Nel caso della pesca a recupero, applicheremo la stessa tecnica usata per la leccia stella ( http://planetpesca.com/2009/05/26/la-pesca-alla-leccia-stella/ ) , usando bigattino o coreano come esca. Nel caso l’aguglia ci servisse per la pesca col vivo, data la sua delicatezza è consigliabile sostituire l’amo con le apposite matassine, che imprigionano il becco del belonide senza arrecare danno alcuno. Successivamente, un ossigenatore e un secchio con acqua di mare garantiranno lunga durata alla nostra esca viva.

Nel caso della pesca a fondo ci rifaremo sempre alla tecnica per la leccia stella tenendo presente che risulta micidiale a galla l’esca rossa.

Qualche piccolo accorgimento nel caso di pesca a recupero.

Quando avvertiamo la mangiata è necessario rallentare di un pochino la velocità di recupero. L’aguglia in un primo momento aggredisce l’esca pungendola col suo becco e poi solo dopo afferra con la bocca. Utilizzando le matassine possiamo recuperare come meglio crediamo, perché nel momento della beccata rimane imprigionata da sola nelle trame della matassina stessa.

Opportuno l’uso di finali molto sottili tipo 0,10. Fondamentale ricoprire bene l’amo nascondendolo alla acuta vista della Aguglia.

La pesca della Aguglia è molto divertente, un combattente di tutto rispetto che salta e si oppone alla nostra lenza.

Ottima in cucina, sia fritta che arraganata. Carni sapide e consistenti, se consumate subito sono leggermente amarognole. Cucinate il giorno dopo sono delicatissime e gustose.

Il grande Simone Casati cacciatore di “balene toscane”  si cimenta con le Aguglie


L’ eretico - Bombarda e Raglou

17 Settembre 2009

joan_of_arc_burning_at_stake.jpg

Sto per commettere la più grossa delle eresie parlando di quest’argomento, non me ne vogliano gli amici spinner puristi.

Bombarda e raglou, un connubio che fa rabbrividire il miglior spinner. Il sistema è semplice, catturante e non richiede grandi manovre per animare l’esca. Il raglou è in realtà il pesciolino di gomma della famosa casa Ragot , un esca universale semplice ed economica. Per costruire la “paratura” utilizzeremo:

Una bombarda massimo 30 gr; Una tripla girella; Una perlina salvanodo; Finale dal 0,12 al 0,20 dipende dalle prede che vogliamo insidiare; Un raglou di piccole dimensioni.

Posizioneremo il tutto come in foto, con un finale da 1,5 metri circa.

ragalu.jpg

La canna ,per meglio godersi la pescata, dovrà essere leggera, va bene per lo scopo una canna da spinning, oppure una bolognese da mare ( robusta).

L’azione di pesca è semplicissima si lancia e si recupera variando ogni tanto la velocità.

Utile a volte, cambiare la taglia e il colore del raglou, in caso di pesci diffidenti.

13047.jpg

Questo tipo di pesca potrà essere fatto nei porti, nelle foci, dagli scogli, oppure dalla spiaggia.

Alba e tramonto gli orari migliori. Autunno e primavera le stagioni più redditizie.

Le prede catturabili possono essere di dimensioni interessanti. Esse sono: Aguglie, lecce stella di buona taglia , piccole ricciole ( da rilasciare, mi pare ovvio), occhiate, spigole e saraghi. Quest’ultimi vanno pescati facendo strisciare letteralmente il pesciolino sul fondale.

L’uso della bombarda trasparente rende qualche cattura in più. Una pesca divertente, semplice, anche se non si tratta di spinning, ma semplicemente di “lancia e tira”.

Buon divertimento.


Innesco misto granchio-calamaro da Sandro Meloni

30 Luglio 2009

La storia del surfcasting italiano Sandro Meloni, non poteva mancare in questo blog un omaggio a un personaggio di questo livello. Grazie Sandro…


Chiudi
Invia e-mail