La tecnica del lancio

20 Luglio 2009

Ovvero come lanciare….

Roberto Ripamonti ci insegna le classiche tecniche di lancio. Le quali vengono spiegate in maniera chiara ed esaustiva. Il 90% dei pescatori non sa lanciare e non sa fare nemmeno un abbozzo di “Side” si vedono in giro solo lanci a “cuppetiello”. La tecnica è alla base del lancio e se eseguita correttamente permette di scagliare a notevoli distanze le nostre zavorre . Le tecniche spiegate possono essere utilizzate in qualsiasi tipo di pesca , come la pesca a fondo, il surfcasting oppure il carpfishing. Godetevi il video… Grande Roberto…


Shock Leader come e perché…

10 Luglio 2009

Nelle discipline come il Surfcasting a volte, lanciare lontano fa davvero la differenza. Per effettuare un buon lancio abbiamo bisogno di attrezzi giusti come le canne ripartite  e di un un buon bagaglio tecnico a livello di lancio vero e proprio. Ma anche alcuni accorgimenti come muli capienti, possibilmente rotanti, fili sottili per consentire minori attriti tra filo ed anelli. L’uso di monofili sottili, mal si presta alla tecnica del surfcasting , in quanto dobbiamo lanciare zavorre piuttosto pesanti. Un filo in bobina del 0.25 non reggerebbe allo strappo di un piombo di nemmeno 100 gr.

In questo caso ci viene in aiuto lo shock leader, ovvero uno spezzone di filo pari almeno al doppio della lunghezza della canna e di diametro generoso, che viene saldamente legato al filo sul mulo. Per esempio possiamo legare ad uno 0.25 un monofilo 0.40 sparando pesi enormi. Non solo per il surfcasting ma anche per la pesca a fondo e utilizzando muli fissi è di grande aiuto nel lancio .In questo caso faremo attenzione alle prede da insidiare se vado a gronchi o murene non mi sogno nemmeno di usare un filo dello 0.25 , userò semmai uno 0.35 diretto, consentendomi il solito tiro alla fune con questi anguilliformi. Esistono in commercio degli shock leader conici che permettono una perfetta giunzione con il filo in bobina. Infatti il nodo che si effettua tra i due fili dovrà consentire un perfetto scorrimento tra gli anelli, un nodo molto grande oltre a causare attriti potrebbe provocare gravi danni all’attrezzatura. Il filo( Shock leader), conico consente di poter legare fili dello “stesso diametro” senza creare nodi enormi. Il nodo usato per la giunzione è il famoso nodo di sangue con l’aggiunta facoltativa di un goccio di cianoacrilato per monofili tipo sicomet 8300.


Come si usa una lega ami automatica

10 Giugno 2009

Anni fa quando andavo a pesca e non sapevo legare bene gli ami , stanco delle continue cazziate del mio compare, decisi di comprare una “macchinetta” lega ami. Istruzioni ovviamente in Giapponese non ci capii un tubo, lo stesso negoziante non sapeva come funzionasse. Alla fine dalla rabbia la feci mille pezzi. Oggi ho trovato questo video e devo dire la verità, l’utilizzo è davvero molto semplice. Anche se poi ho imparato bene a legare gli ami a mano.


Pesca al Carpodromo con la pastella

2 Giugno 2009

Vediamo come affrontare una battuta di pesca alla carpa in laghetto.

Vi descrivo un’infallibile tecnica di pesca alle carpe. Anche se non ha nulla a che vedere col carpfishing, è di sicuro una tecnica realmente efficace, testata e che permette catture da record. Useremo una canna si da laghetto, ma robusta capace di tirare su carpe anche di 10 o 20 kili. Un buon mulinello almeno un 4000, caricato con un buon filo dello 0,30 oppure un trecciato morbido, un galleggiante scorrevole 3+1 oppure 4+1 per motivi che vi spiegherò in seguito, qualche pallino di piombo al massimo tre, da mettere a circa 30 cm dall’amo. Un amo storto e robusto , mai sottile, con affilatura chimica N° 8. Terminale 0,20, fluorocarbon è meglio, altrimenti va bene anche un comune filo. Come esca utilizzeremo pastura mista per Carpe, quella generalmente usata da richiamo, la Baldini Carpe Super è la migliore. Io faccio sempre delle palline da innesco ed altre da richiamo. Le palle da innesco sono di solito bene lavorate tra le dita, mentre quelle da richiamo devono avere all’interno una consistenza quasi polverosa.

Montatura carpa Pastella

Ecco come svolgo l’azione di pesca:

Inizio a lanciare delle palle grosse come arance come pastura da richiamo 5 o 6, successivamente una ogni mezzora. Sull’amo innesco , appallottolo, un po di pastura grande quando ad un mandarino cinese, taro bene il gommino che fa da fermo al galleggiante e lancio in direzione della pasturazione effettuata. L’esca è sicuramente molto labile e delicata, sconsiglio di lanciare energicamente , fondamentale effettuare l’azione di pesca a pochi metri. Nel caso la nostra pastella si disfa velocemente, vedremo il galleggiante all’inglese salire in su. In questo modo capiremo quando innescare nuova pastella. Appena avvertiremo le tocche non ferreremo subito ma solo quando il galleggiante sarà totalmente sommerso dall’acqua. Un piccolo trucco nel caso la pastura risultasse troppo morbida e difficile da innescare: Possiamo usare della gomma arabica o colla di pesce in polvere per compattarla. Ricordate a volte , anche se non è una regola, più grande è la pallina da innesco più grandi saranno le carpe allamate.

Carpa

Alfonso carpa

Alfonso Di Lorenzo


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