Ribelliamoci , basta con le leggi a capocchia.

14 Ottobre 2009

Siamo stanchi di essere maltrattati e presi in giro da legislatori incompetenti che oltretutto non hanno un minimo rispetto della natura.

Ma veniamo al fatto. Il signor Yuri Grisendi nel 2003 rilasciò un siluro appena pescato nelle acque del po. Fino a qui non c’è nulla di strano, a parte il fatto che esiste , sentite questa, una legge che vieta di rilasciare nelle acque interne pesci non autoctoni. Sfortunatamente Yuri Grisendi venne sanzionato dalla polizia provinciale e dopo molteplici ricorsi, solo pochi giorni fa la cassazione gli ha dato torto.

Non è possibile, da non credere, che tutti i pescatori che rilasciano il pescato commettano un reato.

La legge dice che dobbiamo uccidere Breme, Pesci gatto, Siluri, Black Bass etc…

Ci chiediamo quale sostanza fumavano i legislatori quando hanno partorito questo abominio? Segatura? Quel poco che era presente al posto cervello se la sono pure fumata?

E Basta!!! Basta.

Gionata Paolicchi vuole fare la rivoluzione, e ben venga . Ha accennato nel suo blog di voler organizzare una sorta di raduno in provincia di Piacenza, dove tutti dovranno rilasciare il pescato.

Invito tutti i pescatori a partecipare o quantomeno ad organizzare altri raduni simili nelle proprie zone di residenza.

Diffondente questa notizia.

via : http://pescareonline.wordpress.com


Monofili bugiardi… anche se lo sapevamo già…

1 Ottobre 2009

Monofili da pesca: i test
Tutti i dati reali sul carico di tenuta dei fili con tanto dei risultati dei test.

L’Eftta è una associazione di settore riservata ai produttori e rivenditori all’ingrosso di materiali ed articoli per la pesca sportiva ed ogni anno organizza una fiera internazionale conosciuta come Efttex, che rappresenta il più prestigioso appuntamento europeo per tutti gli addetti ai lavori. La fiera non è aperta al pubblico e alle ultime edizioni è stato possibile farsi una chiara idea di come è impostato il comparto pesca ricreativa Italiano. Anzitutto non sono presenti i grandi marchi che in Italia, negli ultimi anni, stanno letteralmente spopolando segno inequivocabile che da produttori si stanno trasformando in importatori e distributori. Le grande case Giapponesi hanno piccoli stand in netta controtendenza con i grandi spazi che occupano nella fiere di minor prestigio. Un numero incredibile di piccole aziende satelliti, la maggior parte Cinesi e Koreane che propongono un vasto assortimento di attrezzature, dall’amo al pesciolino finto (minnow) che si distinguono per stand stracolmi di prodotti esposti e fitte delegazioni di ‘guardoni’ che hanno il compito di osservare, carpire ed eventualmente copiare le idee disponibili in altri stand. Ultima nota dolente la totale assenza delle grandi case costruttrici Italiane, sintomo che il made in Italy diverrà con il tempo un prodotto di nicchia, dove la specializzazione sarà sempre minore poiché i costi non sarebbero supportati dai guadagni. In questo scenario, tutt’altro che rassicurante, l’associazione ha disposto un test altamente professionale sulle lenze proposte in commercio dai propri affiliati poiché le lamentele in merito a carichi di rottura del tutto fasulli sono sempre maggiori. Non è emerso nulla di buono. Ecco in sintesi il riassunto dei test:

* L’ 11% delle lenze testate raggiungevano o superavano la resistenza alla rottura fissata
* Il 5% delle lenze testate dimostravano oltre il 50% in meno di resistenza alla rottura di quanto dichiarato
* Il 36% delle lenze testate dimostravano tra il 30% - 50% in meno di resistenza alla rottura di quanto dichiarato
* Il 26% delle lenze  testate dimostravano tra il 20% - 30% in meno di resistenza alla rottura di quanto dichiarato
* Il 22% delle lenze testate dimostravano oltre il 20% in meno di resistenza alla rottura di quanto dichiarato
* L’83% delle lenze testate dimostravano tutti i campioni essere al di sotto della loro resistenza alla rottura fissata
* 9% delle lenze testate dimostravano alcuni dei campioni essere al di sotto della loro resistenza alla rottura fissata
* 8% delle lenze testate avevano campioni conformi alla loro resistenza alla rottura fissata

Vittorio Azzano

Via : http://www.sabatoseraonline.it

Guarda le tabelle


Parliamo male di….. noi pescatori.

27 Maggio 2009

Andando per mari e fiumi ho osservato molte persone mentre pescavano. Ho visto cose che voi nemmeno potete immaginare…si fa per dire. Ho visto bimbi con in mano canne da cinesi del valore di pochi euro tirare su spigolone e orate che normalmente pesco solo nei sogni. Ho visto persone pescare con metodi poco ortodossi, con parature fatte al momento che facevano a dir poco cagare. Altre pescare di proposito granchi con le canne da pesca, altre ancora usare canne da spinning a fondo. Ma sapete quale è la cosa strana? Che tutti questi pescatori si divertivano e pescavano pure!!! In un primo momento li ho guardati con un aria di sufficienza, giudicandoli incompetenti e rozzi. Ma successivamente ho fatto una riflessione. Normalmente prima di giudicare mi metto sempre dall’altra parte e ragiono un attimo come loro. Stavolta ho capito che forse mi sono perso. Si mi sono perso nei tecnicismi, nella ricerca maniacale della paratura perfetta, delle attrezzature ultima generazione e delle canne costosissime. Dedico sempre meno tempo alla pesca, concentrandomi sulla ricerca della “perfezione”, e a che serve? Tutti noi pescatori siamo presi da un consumismo frenetico e maniacale, il mercato ci propone sempre nuovi accessori, e ci spinge a comprarli facendo leva sulla nostra passione. Penso che dobbiamo rallentare e fare un passo indietro. Questa frenetica corsa agli acquisti  non ci porterà da nessuna parte. Invece dobbiamo pescare, immergerci nella nostra passione senza diventare schiavi di insolite manie. Cerchiamo di essere semplici , di vivere la pesca non tanto sulle riviste o sui siti ma sulle rive dei nostri fiumi o mari.


Parliamo male di… Youtube.

27 Aprile 2009

Parliamo male di….

Youtube, una accozzzaglia di incapaci, orbi e caproni. Alcuni giorni fa caricai sul mio canale Planetpesca un video, veramente era un fake, dove venivano mostrati, dei gatti usati come esca. Il video in realtà era una pubblicità di una ditta americana che vende magliette. Il mio intento era duplice . Uno denunciare eventuali abusi su poveri animali, l’altro svelare i retroscena di un video palesemente falso. La notizia d’altro canto non era nemmeno freschissima.

Sabato 25 aprile mi trovo questa email:

seguenti video nel tuo account sono stati disattivati a causa di una violazione delle Norme della community di YouTube:

  • Gatti come esca per gli squali -
  • Il tuo account ha ricevuto un avvertimento relativo alle Norme della community che sarà valido per sei mesi. Ulteriori violazioni potrebbero comportare la disattivazione temporanea della tua capacità di pubblicare contenuti su YouTube e/o la chiusura del tuo account.

Una copia di questo messaggio è stata inoltre inviata tramite email all’indirizzo associato a questo account per riferimenti futuri.

Cordiali saluti,

Il team di YouTube

Ora mi domando come cavolo hanno fatto, tra tanti video a trovare il mio video,classificarlo come un video di contenuto non idoneo e consono alle regole di youtube ???

Mistero!!!

E gli altri video identici il mio che stanno in rete come mai sono ancora li? E come mai non tolgono quelle merde di video sulla violenza, su gli abusi su animali, sulla sessualità esplicita, che popolano indisturbati su youtube?

Qui non si tratta di errore, ma di cecità, ignoranza e presunzione. Sinceramente sono rimasto molto deluso, sopratutto quando la libertà di pensiero viene censurata.

Vorrei dire solo una cosa al team di Youtube.

Ma andate a cagare.

Nicola Palladino


Chiudi
Invia e-mail