Punta Licosa e le sirene

30 Novembre 2009

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Punta Licosa rappresenta, insieme a Punta Campanella, il tratto di costa che delimita il Golfo di Salerno. Il toponimo della punta estrema e dell’isolotto accanto deriva da Leucosia, che secondo Dionigi di Alicarnasso, storico, nato intorno al 60 a.C, sarebbe una cugina di Enea, morta nello stesso luogo che porta il suo nome.

Gran parte della critica è, tuttavia, concorde nel far risalire il nome Licosa ad una delle Sirene che tentò di incantare Ulisse: La piccola isola di Licosa è la punta che simboleggia il limite della terraferma, hanno dunque, come Napoli, un alone di mito che le accompagna da secoli . Secondo la leggenda le Sirene, demoni marini, metà donne e metà uccelli, con il fascino del loro canto riuscivano ad incantare i marinai che che transitavano nelle vicinanze della loro dimora, identificata spesso con Capri o con tre isolette della costa campana. In realtà la musica che riusciva a trasportare i marinai era una perfida strategia, infatti,le navi che si avvicinavano alla costa venivano distrutte e gli uomini divorati.

Presso Licosa, l’antico promontorio Enipeo, sarebbe precipitata in mare Leucosia: Essa si sarebbe suicidata, con le sorelle, gettandosi in mare, per la rabbia di non esser riuscita a sedurre Ulisse ed i suoi compagni, sfuggiti ai richiami.

Omero nel libro XII dell’Odissea- vv.153-200- narra l’incontro di Ulisse con le incantatrici marine e dello stratagemma utilizzato per non essere travolto dal suadente canto :Secondo il suggerimento dato da Circe, che aveva predetto l’incontro, Omero tappò con la cera le orecchie dei suoi compagni, mentre lui stesso si fece legare all’albero della nave.

Le Sirene, come testimonia Licofrone, si sarebbero gettate in mare in tre diversi punti del Tirreno: Partenope presso la Torre di Falero, e quindi a Napoli, Ligea in Calabria e Leucosia poco distante da Paestum.

Il poeta, vissuto nel III sec. a.C., ricorda così nel suo poema “Alessandra” -vv. 722-725- la morte della sirena Leucosia, :” Leucosia invece sarà scagliata sul promontorio Enipeo, e per molto tempo il suo nome resterà allo scoglio, dove l’impetuoso Is e il vicino Laris scaricano le loro acque” .

I mostri delle Sirenuse, avevano, dunque la loro dimora in alcune isole della costiera campana, identificate con Capri, oppure con Licosa, San Pietro e la Galletta, tuttavia oltre alla mitologia esiste una vera e propria documentazione sottomarina che rivela la storia della piccola Licosa e della terraferma, distante soltanto duecento metri.

Sommersi in acqua si trovano, infatti, resti di antichi insediamenti, databili intorno all’Undicesimo- Decimo secolo a.C, oltre a murature appartenenti forse ad una villa romana, colonne, tombe ed una peschiera.

Un avviso a tutti i pescatori, se la notte sentite strani suoni, tappatevi le orecchie, poichè le anime delle sirene vagano ancora in quei luoghi…..

Via : http://www.cilentodamare.it


Casa Sul Mare

30 Novembre 2009

ll viaggio finisce qui:
nelle cure meschine che dividono
l’anima che non sa più dare un grido.
Ora I minuti sono eguali e fissi
come I giri di ruota della pompa.
Un giro: un salir d’acqua che rimbomba.
Un altro, altr’acqua, a tratti un cigolio.

Il viaggio finisce a questa spiaggia
che tentano gli assidui e lenti flussi.
Nulla disvela se non pigri fumi
la marina che tramano di conche
I soffi leni: ed è raro che appaia
nella bonaccia muta
tra l’isole dell’aria migrabonde
la Corsica dorsuta o la Capraia.

Tu chiedi se così tutto vanisce
in questa poca nebbia di memorie;
se nell’ora che torpe o nel sospiro
del frangente si compie ogni destino.
Vorrei dirti che no, che ti s’appressa
l’ora che passerai di là dal tempo;
forse solo chi vuole s’infinita,
e questo tu potrai, chissà, non io.
Penso che per i più non sia salvezza,
ma taluno sovverta ogni disegno,
passi il varco, qual volle si ritrovi.
Vorrei prima di cedere segnarti
codesta via di fuga
labile come nei sommossi campi
del mare spuma o ruga.
Ti dono anche l’avara mia speranza.
A’ nuovi giorni, stanco, non so crescerla:
l’offro in pegno al tuo fato, che ti scampi.

Il cammino finisce a queste prode
che rode la marea col moto alterno.
Il tuo cuore vicino che non m’ode
salpa già forse per l’eterno.

Eugenio Montale


Ross e Robb al polo nord

29 Novembre 2009

Ennesima avventura dei mitici Rosario e Roberto  nelle fredde acque del polo nord


Ma che razza di pesce è ?

27 Novembre 2009

Sarà o pesce azz… mah!!!


Campionati Italiani di Surfcasting a Tarquinia Lido

25 Novembre 2009

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25/11/2009 : 09:39

(NewTuscia) – TARQUINIA - 27 – 28 Novembre, sulle spiagge del litorale da Tarquinia Lido a Pescia Romana, si svolgeranno i Campionati Italiani di Surfcasting, 300 gli atleti iscritti provenienti da tutta Italia, il meglio della categoria compresi gli atleti della Nazionale Italiana.

Dalle 16 alle 22 canne al vento e spettatori silenziosi ben accetti, alla presenza del gota della Federazione Italiana Pesca Sportiva.

Per Marco Ravicini, organizzatore e direttore di gara – Tarquinia è scenario ideale per manifestazioni di questo livello, 60 società rappresentate, 300 atleti, a contendersi il titolo Italiano rappresentano un indotto importante per la Città.

Partner importante dell’evento l’Università Agraria di Tarquinia. Il nostro compito – spiegano dall’amministrazione – è creare un rapporto tra atleti e territorio, approfittando di questo appuntamento per fare promozione. Ancora una volta punteremo sui prodotti locali, varando iniziative concertate con la Pro Loco sempre più attenta e pronta. Un Book shop negli alberghi che ospiteranno gli atleti, una cena di gala per gli stessi atleti a base di prodotti locali, unitamente a premi basati sulla nostra produzione. Il turismo legato al mondo dello Sport ed agli eventi ad esso collegato è una frontiera da esplorare.

Nel programma dell’evento anche visite guidate alla Città e un opuscolo informativo in grado di mettere gli atleti in condizione di vivere con consapevolezza il loro soggiorno presso la Città di Tarquinia.

La scelta del campo gara – conclude l’Università Agraria – e l’utilizzo delle spiagge in località Spinicci, dinnanzi alla Pineta di Proprietà dell’Università Agraria di Tarquinia, premiano anche l’opera di recupero di detta zona compiuta dalla attuale amministrazione dell’Università Agraria. La razionalizzazione della viabilità nonché la possibilità di accesso al litorale anche a fini sportivi, il decoro delle aree interessate sono la miglior promozione possibile in vista della prossima stagione estiva.

Via : http://www.newtuscia.it


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