E che freschezz… m’aggia fa nu bagno no forse meglio una pescata

27 Luglio 2009

Da Il Mattino del 26/07/2009
L’ allarme sul depuratore di Cuma era stato lanciato molti mesi prima dell’estate del mare sporco, delle psicosi collettive su bolle e vermi (veri o presunti) che inquinano spiagge e relax dei napoletani. Non un sos ambientalista, ma un documento ufficiale commissionato dal governo e consegnato ai tecnici della Regione Campania come road map: diagnosi severa - firmata dai consulenti Giuseppe Enrico Bova, Giovanni Melluso e Domenico Pianese -, oggi punto di partenza obbligato per linchiesta condotta dalla Procura di Napoli.
Da qualche giorno, quel documento è sul tavolo del procuratore aggiunto Aldo De Chiara, che coordina l’inchiesta sul depuratore di Cuma assieme ai pm Lucia Esposito, Antonio D’Alessio e Pasquale Ucci. È una fotografia dei primi 14 mesi di gestione Hydrogest, prima che il depuratore transitasse dal controllo del commissariato di Governo ai tecnici di Palazzo Santa Lucia. Cosa raccontano i tre consulenti nella maxiperizia? Siamo a novembre del 2007, diciotto mesi prima della grande depressione dei lidi balneari targata estate 2009, molto prima dello sciopero di centinaia di dipendenti del depuratore di Cuma in attesa di stipendio. Poche pagine, linguaggio da addetti ai lavori, per chiarire che il depuratore non funzionava a dovere e che quanto viene scaricato a mare è ben lontano dagli standard richiesti. Ma ecco alcuni punti delle conclusioni affidate dai tre consulenti agli uffici della regione Campania: «Durante i sopralluoghi non è emersa traccia di avvio dei lavori di adeguamento dell’impianto previsti dalla finanza di progetto».


SORRENTO, MARE SPORCO? IL GIUDICE DI PACE DA IL RISARCIMENTO DANNI AI BAGNANTI

27 Luglio 2009

Gli utenti e i bagnanti possono aver diritto al risarcimento dei danni nel caso di mare sporco, lo ha deciso il giudice di pace a Sorrento ma il principio vale per Amalfi, Paestum, per la Costiera amalfitana, il Cilento oltre che la Penisola Sorrentina.

Negli ultimi giorni, sulle questioni del mare inquinato, dei depuratori non funzionanti, dei bagnanti in fuga dalle spiagge, e del possibile disastro ambientale, si è teso a sdrammatizzare, quasi a voler mettere in secondo piano le chiazze nerastre che viaggiavano in mare lo scorso fine settimana. Tutto ciò anche a causa dei dati rassicuranti forniti dall’Arpac, l’Agenzia Regionale per l’Ambiente, che subito dopo l’ondata di allarmismo, ha effettuato dei prelievi, giudicando il mare “balneabile” e l’inquinamento “transitorio”.

Eppure, sempre pochi giorni fa, è stata resa nota una sentenza pubblica del giudice di pace di Sorrento, Eliseo Desiderio, che fa letteralmente a pugni con quanto decretato dall’Arpac. Infatti, in base al fatto che il mare sarebbe inquinato in penisola sorrentina a causa del mancato funzionamento degli impianti di depurazione, il giudice Desiderio ha ritenuto di riconoscere al cittadino un danno economico, in quanto sarebbe stato leso il proprio diritto alla salute. La sentenza è giunta a chiare lettere dopo che diverse associazioni presenti sul territorio tra penisola sorrentina e Castellammare di Stabia, hanno presentato una considerevole mole di documentazione sia per ciò che riguarda le analisi delle acque, sia per i depuratori non funzionanti. Si attendono ora, com’è ovvio, ulteriori indagini e analisi sullo stato dei luoghi e degli impianti, ma se le cose dovessero restare così come segnalato dalle associazioni, i cittadini potrebbero avvalersi contro chi gestisce i depuratori, ovvero la Gori spa.

Ciò che è sicuro, è che dall’evidente conflitto tra i dati Arpac e la sentenza del giudice di pace di Sorrento, sta nascendo un’enorme confusione: in pratica, da un lato c’è il riconoscimento in termini di legge sul fatto che il mare è inquinato e che i bagnanti possono chiedere i risarcimenti per lesione del diritto alla salute; dall’altro le istituzioni che rassicurano e sdrammatizzano impugnando i datti dell’Agenzia Regionale. Bisogna sottolineare, inoltre, che quanto dichiarato dal giudice Desiderio è precedente alla pubblicazione dei dati Arpac, di appena qualche giorno. Cosa sta succedendo, quindi, di fronte alle nostre coste? Gli abitanti della penisola sorrentina subiscono oppure no gli effetti del mare inquinato?

Chi, nel week-end, dopo un tuffo nelle acque di Sorrento, Vico Equense, Castellammare di Stabia, Capri o Ischia, ha dovuto poi recarsi dai medici, è pronto a dire di si, ma le istituzioni, la Regione ed i Comuni non sono proprio d’accordo. Certo è che bisogna prendere provvedimenti, per il bene dei gestori dei lidi, che incolpevoli si stanno ritrovando tra le mani una patata troppo bollente, e per quello dei bagnanti, affinché si possano riappropriare del mare. Come già accennato, si attendono ora ulteriori analisi che sia Legambiente che Arpac hanno detto di voler effettuare nelle prossime ore. Una conferma, non così improbabile, della non balneabilità delle acque, potrebbe comportare azioni legali per risarcimenti collettivi senza precedenti: responsabili saranno ritenuti chi ha costruito e chi detiene in gestione gli impianti di depurazione della penisola sorrentina.

Via :http://www.positanonews.it


Dolcetto?

27 Luglio 2009


Mi ricordo che mia mamma mi diceva… mai accettare caramelle da sconosciuti.
Figurati un dolcetto… chi la fa l’aspetti…


Un pinguino che fa la spesa…

24 Luglio 2009

Stupendo va a comprare il pesce…uno se lo mangia l’altro lo porta a casa


La pesca misteriosa

24 Luglio 2009

I pescatori della marineria di Molfetta hanno segnalato la presenza di sostanze sospette nelle reti che calano quotidianamente in mare. Una sostanza che a contatto con la pelle provoca irritazioni e problemi di varia natura. il Fatto.net si è imbarcata su uno dei natanti e ha documentato la presenza di questa strana sostanza. Dopo la pubblicazione del video è stata aperta una inchiesta dalla Guardia Costiera e dall’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente.


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