30 Aprile 2009

| Classe: Actinopterygii |
LECCIA
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| Ord. PERCIFORMES |
| Fam. Carangidae |
| Gen. Lichia |
Linneo 1758
Il genere Lichia ha la caratteristica di non possedere scaglie nella linea laterale, in quanto trasformate in scudetti ossei .Ha corpo alto, shiacciato lateralmente, più lungo negli adulti.
La pelle è fatta di scaglie piccolissime, fino alla testa. La linea laterale ha un andamento molto sinuoso e particolare. La testa ha muso aguzzo con bocca piuttosto grande. I denti sono sottili e di piccole dimensioni , disposti in varie file sulle mascelle; cardiformi e disposti in fasce, sul vomere, sui palatini e sulla lingua.
L’occhio è piccolo. La prima pinna dorsale è formata da cortissime spine, che conservano, nel margine, parte della membrana interradiale; la seconda dorsale e l’anale, uguali tra di loro, sono prolungate in un lobo falciforme, molto più evidente negli individui di grandi dimensioni. La codale è molto forcuta. Le pettorali sono corte e spatolate, grandi quasi come le pinne ventrali.
Il colore è bianco argenteo sui fianchi e sul ventre, grigio perlaceo o verdastro argenteo sul dorso. Le pinne sono scure. E la linea laterale è nera.
Specie pelagica, che in certe zone si avvicina alla costa (in primavera) per inseguire i banchi di clupeiformi e per poi riprodursi. L’epoca di riproduzione ha luogo in prossimità della costa e le uova vengono deposte sulle pietre e mantenute attaccate ad esse da una sostanza mucillaginosa. Si nutre di pesci, anche di buone dimensioni. E’ molto vorace e insegue i cefali fino all’interno delle lagune salmastre.
Si cattura con ogni tipo di lenza e specialmente con quelle trainate al largo. A volte resta catturato nelle reti da posta e molto meno in quelle a strascico.Raggiunge i 2 metri (mediamente 1 m) e supera i 50 chili di peso. Sulle coste italiane è presente ovunque.
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I pesci dei nostri mari |
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29 Aprile 2009

Keep Flyfishing Weird
Chi non conosce la pesca con la mollichella. Si effettua collocando la mollica di pane in un posto preciso. Sarà il protagonista del video il promotore di questa antica tecnica?
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Divertenti | Tagged: divertente, pesca a mosca esilarante |
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29 Aprile 2009
Osserviamo la tecnica di pesca di questo simpatico collega. Morto manovrato? Scopritelo voi.
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Curiosità, Divertenti | Tagged: divertente, incredibile, pesca uccello |
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29 Aprile 2009
Come catturare gamberetti da usare come esca.
Il gamberetto pescato nello stesso luogo di pesca è un’esca micidiale per molti pesci. Importante condizione per moltiplicare le nostre catture è che deve essere vivo. Per catturarlo possiamo optare per due sistemi. Il più semplice è quello, soprattutto quando si pesca nei porti di notte, di grattare con un guadino, a maglia finissima, le pareti sottostanti i moli. I gamberetti sono quasi sempre poggiati alle pareti e si possono scorgere puntando le pile verso le pareti stesse. Questa è una pesca di ricerca, poiché dobbiamo prima scovare con la pila i gamberi e successivamente acchiapparli con il guadino. L’altro sistema quello più usato consiste nel costruire una vera e propria trappola, utilizzabile anche dagli scogli.



Ci procureremo un guadino di quelli piccoli massimo 30 cm di diametro, oppure un retino per insetti. Smonteremo l’asta , legheremo a croce sulla bocca del retino uno spago, meglio ancora un sagolino marino da 3 mm. Successivamente legheremo ancora con uno spezzone di cordino lungo almeno 10 metri all’incrocio dei due elementi. Appesantiremo la nostra trappola legando intorno al cerchio del retino 4 o 5 piombi da 30 gr. Come esca useremo la Sardina, molto catturante, oppure qualsiasi pesce morto e puzzolente, la fermeremo alla croce del guadino con del filo elastico. Caleremo la nostra trappola o nei buchi sugli scogli o vicino alle pareti dei moli. Recupereremo ogni 10 o 15 minuti. Fondamentale avere ossiggenatore e secchio se la nostra pescata si protrae per molte ore.
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Pesca in mare | Tagged: esca viva, gamberetti da innesco, gamberetti vivi, gamberi, trappola gamberetti |
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29 Aprile 2009

La pesca alla Salpa è un delle pesche più appaganti in termini sportivi. La Salpa è un vero e proprio trattore marino, capace di regalare emozioni davvero spettacolari. E’ un fiero combattente che con le sue testate e la sua dentatura mette in discussione l’abilità e le montature di ogni buon pescatore. Vediamo come prepararci per una battuta di pesca alla Salpa. Una bolognese da mare con un mulinello caricato di un buon 0,25, può andare più che bene per la nostra battuta. Utilizzeremo la montatura in figura, poiché la Salpa da buona capretta del mare, ha l’abitudine di brucare le alghe che si trovano sui fondali o quelle attaccate alle rocce. Facemo in modo di presentare l’esca sempre poggiata in prossimità del fondo. Un galleggiante scorrevole 3+2 con relativi pallini in prossimità dell’amo. Un amo con un gambo appena più lungo del solito. Un finale dello 0,20 in Fluorocarbon di 30 o 40 cm.

Useremo come esche o pezzetti di americano( la salpa quando è piccola ha anche abitudini carnivore), oppure pezzettini di pomodoro verdi. Sceglieremo le nostre postazioni di pesca nei punti dove è sicura la presenza di alghe attenzione non poseidonie.

Come pastura useremo una comune fondo mare. Che lanceremo formando delle palline da golf ad intervalli regolari. Personalmente ho effettuato sempre le migliori catture durante il tramonto. Appena il nostro pesce ha ingoiato l’esca, non dobbiamo giocarci troppo, ma bensì forzare leggermente il recupero, infatti i dentini della salpa possono a lungo termine tranciare la nostra lenza. Ricordate che la Salpa per essere consumata è necessario pulirla immediatamente appena catturata. Le alghe contenute nella sua pancia fermentano velocemente, dando alle carni un sapore sgradevole. In questo caso sempre meglio fare una bella foto del pescato e rilasciare il tutto. Buon divertimento.
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Bologhese- inglese- fissa- Roubasienne, Pesca in mare | Tagged: montatura salpa, pesca alla salpa, pescare la salpa |
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