
Mercoledì 25/03/2009 .
Località foce Sele. Pesca nel fiume a poche centinaia di metri dalla foce vera e propria. Mare molto mosso, fiume in piena, acqua torbida, notevoli quantità di tronchi, rami e rifiuti galleggianti. Dopo giorni di accordi telefonici con un mio amico, tra tante indecisioni finalmente si parte per la foce. Uno spot capace ancora di regalare catture favolose. Viste le condi meteo favorevoli, l’assenza totale di vento, almeno nel primo pomeriggio e la bella giornata , sembrava ci aspettasse una gran pescata. Sinceramente all’arrivo sono rimasto molto deluso. In primo luogo per l’immondizia straripante portata sui cigli del fiume da innumerevoli giorni di piena e successivamente per la presenza elevata di detriti a galla, mi sono cadute letteralmente le braccia. Il posto totalmente desolato sembrava lo scenario di una guerra atomica. Ma senza scoraggiarci iniziamo a pescare .

Le nostre esche erano : Coreano e bigattino su montature tipo long arm. Dai primi lanci si intuisce da subito che la pescata non sarà cosa facile. Infatti perdiamo subito piombi e montature a causa di diversi incagli.
Animati da tanta voglia non ci diamo per vinti. Subito rimontiamo il tutto in pochi secondi e vai… di nuovo in pesca. Dopo circa due ore le canne ormai sono morte, defunte. ma ad un tratto arriva il vento. Forti folate fredde che sconvolgono la bellissima giornata primaverile. Siamo alla frutta… nelle nostre menti un unico pensiero: Tornare in macchina e avviarci verso casa.
Ad un tratto vediamo in lontananza arrivare un pescatore, armato di una canna da spinning con un grosso popper, venire nella nostra direzione. Facciamo subito amicizia e scopriamo che è anche un nostro compaesano.
Michele è un “malato di pesca” come noi, ormai in pensione, dedica il suo tempo libero solo alla pesca. Nella sua attrezzatura scovo anche una montatura a fondo e una vecchia lenza atomica, insomma un pescatore versatile capace di adattarsi ad ogni circostanza.

Da questa pescata con Michele abbiamo fatto alcune riflessioni importanti:
“La giornata di pesca era senza dubbio sbagliata poiché le continue mareggiate e il fiume in piena non avevano fatto altro che saziare i nostri amici pinnnuti. “
Il tutto immerso in tonnellate di immondizia, copertoni galleggianti, frigoriferi e bombole trasportate dal fiume . Tutto materiale che stato buttato diligentemente a fiume e chissà quale altro rifiuto tossico.

Decidiamo di tornare a casa, ma nel ritorno troviamo lungo la strada una rete abbandonata, spiaggiata dalle mareggiate, piena zeppa di pesci maleodoranti, spigolone,orate,sogliole, linguattole e cefali. Sicuramente era stata opera di qualche bracconiere che aveva sbarrato il fiume. Ecco dove erano andati a finire i nostri pesci!!! Che Dio ci perdoni!
Alessio B.
review Nicola
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